
Mechanical pig, McCarthy, 2003-2005
E pensare che qui noi stiamo ancora a discutere se esporre o meno il cavallo imbalsamato di Cattelan a Palazzo Reale. Il problema cruciale è un cartello INRI che lo trafigge e quei passi, troppo pochi, che lo separano dal Duomo.
Nel frattempo, un signore proprio in questi giorni è arrivato dall’America per la sua prima personale in Italia e ci riderebbe in faccia se capisse qualche parola di italiano.
Paul McCarthy è un artista unico, ormai celebre, amato e detestato, senza dubbio coraggioso. La piccola peste dell’arte contemporanea, per dirla con tanta dolcezza. Ma siamo chiari invece.

Santa Claus with butt-plug, Mc Carthy, 2007

Complex Shit, Mc Carthy, 2008
La sua mente ha partorito sedie con falli a sorpresa e cacche gonfiabili formato gigante piazzate in parchi meravigliosi.
Autoritratti scultorei con genitali all’aria aperta e riproduzioni colorate di ex presidenti degli Stati Uniti che si divertono “alle spalle” di animali veramente sfortunati.
Un babbo natale che a tutti i buoni porta in dono un vibratore ed una stanza infernale con porte metalliche, che sbattono all’infinito fino a farti sperare di impazzire e anche in fretta.
I pirati dei caraibi della Disney attraversano la sua fantasia e diventano pupazzi, mutilati quanto infoiati, tra litri e litri di sangue-ketchup.
Spaghetti man, Mc Carthy, 1993

Static (Pink) , McCarthy, 2004-2009
Nella sua “Pig Island” il confine tra uomo e maiale sfuma parecchio. Violenza a fiumi e trash come se piovesse.
L’arte di McCarthy è tutto questo, niente di meno e molto di più.
Perchè il mondo fa un pò schifo e magari fosse solo questione di un’ isola. Un grazie speciale va a chi riesce ancora a farci credere che possa esser tutto finto e stare chiuso in un museo. Almeno per un pò.
Paul McCarthy
Dal 20 Maggio al 4 Luglio 2010
Palazzo Citterio
Via Brera 14
MILANO







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obbligatorio andare!