Wasted Youth, James Hopkins, 2006
Consumption & Consequence, James Hopkins, 2006
In my dream there were three different doors, James Hopkins, 2006
The Last Chord, James Hopkins, 2006
Reclining Figure, James Hopkins, 2006
Rielaborazioni insolite.
Composizioni precise, unione di oggetti comuni e non, forme che insieme creano realtà nuove e visioni inaspettate che non appartengono al quotidiano.
Surrealismo scultoreo.
Così mi sento di definire l’opera di James Hopkins, artista inglese che vive e lavora tra Guernsey e Londra. Un giovane tutt’altro che emergente. Inizia ad esporre nel 1998 in collettivo e dal 2003 comincia a ottenere le sue prime personali a Roma, Parigi, Londra e New York.
Sono lavori che stupiscono, frutto dei progetti e degli studi fantasiosi dell’autore che usa concretamente la prospettiva per dar vita alle sue creazioni. Le sculture si sviluppano in tre dimensioni ma risultano accessibili tramite un unico punto di vista la cui ricerca è compito e prerogativa di chi le osserva.
Lo stile creativo unico e la ricerca che vi sta dietro stanno alla base del valore dell’opera di Hopkins.
Sperando al più presto in una mostra in Italia, vi consiglio una visita al suo sito ufficiale che ospita una raccolta dei suoi lavori più significativi divisi per categoria.
La sezione “Perspective Sculptures” merita davvero uno sguardo particolare.











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Assoluto idolo! E’ stato amore a prima vista…