C’è un mondo fantasioso e divertente, fatto di colore, forme bizzarre e creatività. Questo mondo è popolato da strane creature, piccoli toys in resina fatti a mano. Un mondo di fantasia, ma più reale di quanto potreste pensare… Il mondo di Makkinoso!

A. Ciao Patrick, presentati ai lettori di Wait!
P. Mi chiamo Patrick Aleotti, vivo e lavoro come visual designer nella provincia di Modena. Con il nome Makkinoso realizzo illustrazioni e toys in resina.
A. Il tuo lavoro mi ha colpito immediatamente. Diciamo la verità, se sono molti gli artisti che amano customizzare toys, quelli che se li plasmano a mano, uno per uno, non credo siano molti… Quando hai deciso di intraprendere questa attivita?
P. Sono un appasionato di toys da sempre. Ho iniziato collezionando toys vintage (anni 80/90) per poi passare ai “designer toys” e ai custom finchè non ho sentito l’esigenza di far uscire dalla carta i miei personaggi. Siccome non riuscivo a sostenere i costi per una produzione industriale ho cercato un metodo più economico e la resina è stata la soluzione. Con un budget modesto e molta pazienza sono riuscito ad ottenere dei buoni risultati.

A. E’ venuto quindi prima il lavoro di illustratore o sei, prima di tutto, un creatore di toys?
P. Visto anche il mio lavoro la passione per l’illustrazione è nata prima, anche se in questo momento sono concentrato molto sui toys.

A. Parliamo di loro (i tuoi toys). Come nascono? E’ un lavoro studiato, od ogni pezzo si modella davanti ai tuoi occhi, mentre lo plasmi?
P. Ho il vizio di riempire quaderni di personaggi, quelli che mi colpiscono di più vengono realizzati. Parto quindi da un disegno per realizzare un prototipo da cui ricavo uno stampo in cui colo la resina per la realizazione in serie.
A. Qual’è, per ora, il pezzo a cui sei più affezionato dal punto di vista sentimentale? E quello che ti ha dato le maggiori soddisfazioni dal punto di vista professionale?
P. Il personaggio a cui sono più affezionato è Spike (il ragazzo senza paura) con cui ho parteciapato alla mia prima collettiva all’estero mentre quello che mi ha dato più soddisfazione è l’ultimo nato Steelheart anche perchè tecnicamente è superiore agli altri. Ne trovate ancora alcuni disponibili sul mio shop online!

A. E’ difficile fare l’artista in Italia?
P. L’arte in italia è molto conservatrice e i miei lavori difficilmente vengono capiti. Per di più il fenomeno del “art toys” nel nostro paese non ha preso piede, tantè che la maggior parte dei miei progetti nascono grazie contatti esteri tramite la rete.
A. Se dovessi dare un consiglio ad un giovane che si appresta a seguire le tue orme, cosa gli diresti?
P. Per realizzare toys molta pazienza e perseveranza. Gestire la resina all’inizio è arduo e frustrante!
A. Progetti per l’immediato futuro?
P. Ho da poco partecipato con una mia illustrazione alla fanzine “PRISON FOR BITCHES” un esilarante tributo di 64 pagina a Lady Gaga, edita da Ryan Sands e Michael Deforge. Potete comprarne una copia qui.

L’inglese Nobrow mi ha commisionato un toy che dovrebbe uscire a breve, mentre ad Agosto partecipo ad una colletiva al Super7 di San Francisco con altri nomi della scena d.i.y toys internazionale.
A. Infine. Se ti diciamo “Wait!” cosa ci rispondi?
P. Che nonostante il nome è un magazine che non si ferma mai!
















