• 10 December 2009
    “THE BIG TEASE”: INTRODUCING LORENZO PAXIA

    Intervista di Manuela Pizzichi

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    Lorenzo Paxia è un eclettico fotografo di moda,adv e non solo, con un certo debole artistico per le pin ups.

    Sarà in mostra con le sue opere il prossimo 11 12 e 13 Dicembre a Cremona in occasione della terza edizione del Vintage Vanitas, mostra mercato di moda che non abbiamo mancato recentemente di segnalarvi.

    “The Big Tease “è il titolo che da il nome all’esposizione.

    I suoi ritratti fotografici sono riflettori accesi, puntati su donne bellissime: ognuna gemella di se stessa, in un gioco di specchi e sensualità che colpisce e cattura inevitabilmente lo sguardo di chi osserva.

    L’occhio sensibile del loro autore, esalta il fascino di queste immagini di una femminilità antica e provocante.

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    M – Potremo ammirare presto i tuoi lavori al Vintage Vanitas di Cremona.
    Pin Up, moda e Vintage, mondi per certi versi molto affini e legati da influenze reciproche.
    Il risultato si chiama “The Big Tease”: una serie di opere in stile Burlesque che saranno esposte dal 11 al 13 Dicembre nelle sale di Palazzo Cattaneo. Come nasce questo progetto?

    L – Le composizioni del progetto “The Big Tease” hanno come soggetti ballerine di Burlesque, un genere in questo momento molto noto nel mondo. Quello che mi affascina di più di questo tipo di spettacolo sono le sue origini, le sue rappresentazioni di inzio 900 e poi degli anni ’30 e ’40, quando il suo lato che oggi chiameremmo “underground” e sovversivo era molto forte. Ci sono ancora delle performers che cercano di mantenere questa freschezza ed autenticità, e ho avuto la fortuna di incontrarne e fotografarne alcune (aiutato spesso dall’agenzia Vodoo de Luxe, gestita da veri appassionati del genere).
    La donna ha un potere a mio parere molto grande in queste rappresentazioni: non si tratta di un semplice strip tease, ma sono il suo carisma e le situazioni in bilico tra comico, surreale e talvolta grottesco a generare l’attrazione del pubblico. Una sorta di gara a infrangere barriere sociali, da molti punti di vista. Alcune performers hanno un fisico ben lontano dagli attuali canoni imposti da televisione e moda, eppure vi posso assicurare che una donna come Leyla Rose ha uno stuolo di ammiratori assai numeroso e oltretutto “rispettoso”, dei veri e proprio fan.

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    M – Alcuni tuoi lavori, sono collage di immagini che creano altre figure, in un gioco di forme molto originale. Quando hai iniziato a comporre le tue opere in questo modo? Da dove hai tratto ispirazione?

    L – Sono sempre stato affascinato da alcune forme d’arte considerate spesso minori che curano in maniera minuziosa e maniacale i dettagli, come ad esempio l’art deco. Penso a questo si sia unita la passione per i ritratti cinematografici e le composizioni Hollywoodiane di coreografi come Busby Berkeley.

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    M – So che sei solito utilizzare la stampa Lith, una tecnica molto particolare e poco inflazionata. Spiegami il perchè di questa scelta e quali sono gli effetti che riesci ad ottenere…

    L – I soggetti di quelle stampe sono fiori rubati qua e là da bouquet che stavano iniziando ad appassire. Ho cercato con il Lith, grazie al suo lavoro unico sui contrasti e sulla texture, di trasformarli in piccole sculture disegnate, illustrate. Mi piaceva che le linee e i segni del tempo che ne indicavano il decadimento, e che a occhio nudo erano poco visibili, diventassero una loro qualità estetica.

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    M – L’arte spesso prende molte forme…ci sono altri mezzi che usi per esprimerti o passioni e situazioni di cui non potresti fare a meno quasi quanto la tua macchina fotografica?

    L – Vorrei saper ballare il tip tap, suonare il kazoo in un complesso folk roots e altre mille cose. Mi sento appagato e fortunato ogni volta che riesco ad imbattermi in spettacoli e artisti che mi facciano innamorare di un genere o forma d’arte che ancora non conoscevo…

    Manuwish

    Art, Events, Interviews, New Talents

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