• 09 January 2011
    “ART & PIN UP”: WAIT! INTERVIEW SUSANNA CATTAI

    La sensualità senza ironia, è come una bella donna che ha perso il sorriso.

    I quadri di Susanna Cattai sono un omaggio alla bellezza vera e piena di quelle ragazze che con le loro foto riempivano gli armadietti, i muri e le tende dei soldati: ragazze “da appendere”, letteralmente “Pin up”.

    Immagini semplici, visi sereni,  forme morbide che addolcivano gli occhi di quegli uomini  e anche solo per un attimo la guerra sembrava lontana, la vita ricominciava a scorrere e si tornava ragazzi come prima di partire. Donne ben distanti dalle dive degli anni 30 e dalla loro aura severa e di mistero, perchè a quel punto c’era bisogno di ridere e desiderare o almeno, di provare a farlo.

    Le Pin Up divennero oggetto di un vero e proprio culto che ispirò vari stili e forme d’arte, protagoniste un tempo delle opere di illustratori storici come Gil Elvgreen e Norman Rockwell e oggi figure in primo piano nelle tele della Cattai: splendidi acrilici, luminosi e iperrealistici che ho avuto modo di ammirare coi miei occhi in occasione della seconda edizione del Vintage Vanitas di Cremona.

    -”Il teatro è una forma di felicità interrotta dall’esistenza”…che ruolo ha avuto per te il mondo teatrale, nei tuoi studi e nel tuo lavoro?

    Frequentare il teatro da spettatori è una piacevole “abitudine” per pochi, un semplice “diversivo” per molti e un’esperienza purtroppo del tutto sconosciuta per moltissimi. Per chi come me invece ha avuto il privilegio di lavorarci, il teatro è molto di più.

    Lavorare dietro le quinte e vedere lo spettacolo prendere forma giorno dopo giorno grazie al talento e alla passione di chi e’ protagonista sul palco così come di chi anima questo sofisticatissimo ingranaggio è una sensazione difficile da descrivere.

    La sinergia che unisce tutti in un imponente lavoro di squadra è determinante per  l’esito di ogni spettacolo.

    Sono profondamente convinta che alcune professioni plasmino e rafforzino il carattere poiché enormi sono gli sforzi e i sacrifici che richiedono. Il teatro mi ha insegnato molto soprattutto da un punto di vista umano e anche per questo rimarrà una delle esperienze più belle della mia vita.

    -Le tue scenografie hanno viaggiato oltre i confini nazionali e tu con loro immagino…quali sono le differenze culturali e professionali che hai sentito maggiormente nel vivere quotidianamente e progettare il tuo lavoro al di fuori dell’Italia?

    Le mie collaborazioni all’estero sono state innanzitutto delle piacevoli esperienze.

    Rapportarsi con altre realtà lavorative nell’ambito della scenografia e della decorazione mi ha permesso di capire come di fronte all’avanguardia di molti paesi in campo tecnologico l’Italia risponda con una preparazione di alto livello nel settore artistico.

    Sembra proprio che l’artigianato “made in Italy” sia più apprezzato oltre i confini nazionali.

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    Manuwish

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    19 October 2010
    VANITAS’ MARKET REVIEW

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    Era una settimana fa o poco più. La seconda edizione del Vanitas’ Market colorava Cremona e noi di Wait eravamo lì.
    Per raccontarvela a modo nostro, con le nostre parole e dai nostri obiettivi. E per godercela, ovvio.
    A spasso tra suoni e installazioni artistiche, idee, oggetti che ci hanno stupito e conquistato.
    Chi era presente insieme a noi non potrà darci torto, e chi non c’era si consoli, perchè sentiremo ancora parlare di Vanitas e ci saranno altre occasioni per non mancare.
    Passo ora la parola a Iucu. Io vi lascio con alcuni scatti di un pò delle tante creazioni e momenti da ricordare.

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    Street art, Dario Marongiu & Edoardo Maestrelli A.K.A. Censured

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    Manuwish

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    05 October 2010
    9/10 OTTOBRE – VANITAS’ MARKET @GALLERIA XXV APRILE, CREMONA

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    Vanitas’ Market torna a Cremona per la seconda edizione, in forma più che mai, con tante novità e amici in più…Noi compresi, che ne andiamo ben fieri.

    Un weekend di shopping, moda, arte, musica e molto altro vi aspetta tra i portici di Galleria XXV Aprile e non solo.

    I migliori espositori nazionali proporranno una scelta vastissima di abbigliamento e accessori d’epoca selezionati fino agli anni ’80 che andranno incontro ai desideri dei più esigenti, di chi il vintage lo ama da sempre, è fresco di colpo di fulmine o semplicemente ha voglia di lasciarsi conquistare.

    Grande spazio e attenzione anche per il remake, in cui tessuti e tagli del passato hanno una seconda vita, reinterpretati in linee e materiali moderni, e per le autoproduzioni attuali di giovani stilisti e creativi.

    Tutti da curiosare, la sezione eco-chic del “Let’s Swap” con abiti e accessori da scambiare e l’angolo speciale di “Pin Up Yourself” per un make up/hairstyle ironico e sensuale. Un omaggio alle donne di ieri e di oggi, vere e coraggiosamente belle.

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    Ritorna il sapore di qualcosa di unico e imperdibile, non solo per la qualità e l’unicità dei pezzi che si potranno acquistare, ma anche per una serie di eventi collaterali che accompagneranno quello espositivo.

    Innanzitutto il Dj set della crew di Monoty,  giovane street brand italiano che è una garanzia, anche dietro alla consolle.

    Non mancheranno inoltre le installazioni del designer,grafico e artista Marco Santaniello accanto alle opere del duo di writers e street artists milanesi,  Dario Marongiu e Edoardo Maestrelli – A.K.A. Censured.

    E tanto per concludere in bellezza, il “Vanitas’ after Market” party vi aspetta al LOFT di Via delle Industrie 26/b, Cremona per una festa finale degna di tutto il resto: aperitivo sushi, live show, dj set e presentazione della collezione f/w 2010-11 di Monoty – italian streetwear.

    Un programma ricchissimo da dieci e lode, frutto del talento e del lavoro di Elisa Boldori, anima organizzativa di un evento che cresce di anno in anno, sa distinguersi e farsi conoscere grazie all’impegno e alla passione autentica da cui nasce.

    Tutti i dettagli, orari e info su come arrivare, li trovate Qui.

    Come avrete capito, è tutto pronto. Mancate solo voi.

    Manuwish

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    07 August 2010
    LOMO NEW ENTRY: SPINNER 360°

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    Diamo tutti il benvenuto alla nuova bimba di casa Lomography.

    Basta un rullino classicissimo da 35mm senza troppo pretese: tu tiri un cordino,  lei gira e i risultati sono questi.

    We all welcome the Lomography family’s new baby.

    Just a very classic 35mm film without much pretensions: you pull a string, she turns and these are the results.

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    Un’altra piccola magia di immagini che nasce dalla semplicità.

    Per me è già amore a vista.

    Another little magic of images that comes from simplicity.

    For me love, it’s love at first sight.

    Manuwish

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    28 June 2010
    IT’S NOT ONLY ROCK’N'ROLL BABY! @TRIENNALE BOVISA MILANO

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    Jèrome Sans è il curatore più che tosto, tutto arte e rock’n'roll, di questa mostra milanese da poco inaugurata in Triennale Bovisa che riunisce le opere di 11 musicisti internazionali insieme a quelle dell’italianissimo e ormai più che affermato Andy dei Bluvertigo.

    Andy, Devendra Banhart, Bianca Casady, Pete Doherty, Herman Dune, Kyle Field, Fischerspooner, Antony Hegarty, The Kills, Chicks on Speed, Patti Smith, Alan Vega: donne e uomini che prima ancora di imbracciare uno strumento ed iniziare a far l’amore con il palco, hanno camminato sulla strada delle arti visive e continuano a farlo.

    Personalità artistiche per le quali il suono arriva dopo o insieme alla sperimentazione nella pittura, nel disegno e nella fotografia.

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    “Blood portrait”. Pete Doherty, 2007

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    “Hotel ashtray”, The Kills

    Dopo il successo a Bruxelles del 2008, la mostra è arrivata da qualche giorno in Italia a Milano in una seconda e nuova versione.

    Unica pecca. Avrei voluto che vedere anche il nome di Syd Barrett nella lista degli autori dell’esposizione: uno che dal nulla fondò i Pink Floyd e nel nulla se ne torno’ troppo presto, continuando a dipingere per tutta la vita le sfumature della sua anima folle e geniale di diamante pazzo. Confido in una terza edizione, chissà.

    C’è da dire che “It’s not only Rock’n'Roll Baby!” resta una chicca a prescindere: merito anche di una rassegna cinematografica che la accompagna e di una serie di eventi imperdibili, tra cui un concerto della dea del punk Patti Smith il 12 settembre. Come non detto, perdonati.

    IT’S NOT ONLY ROCK’N'ROLL BABY!

    Triennale Bovisa

    Via Raffaele Lambruschini, 31

    MILANO

    Manuwish

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    18 June 2010
    STANLEY KUBRICK & LA FOTOGRAFIA: 1945 / 1950

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    Diciassette anni soltanto ed un talento unico da fotografo.

    Stanley Kubrick era poco più di un ragazzino quando immortalò in uno scatto che fece epoca il viso affranto di un edicolante il giorno dopo della morte di Roosevelt.

    Gli bastò questo per guadagnarsi, giovanissimo, un posto in piena regola da reporter per la rivista americana Look.

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    Dal 1945 a 1950, la sua opera fotografica si arricchì di giorno in giorno, e ogni fotogramma contribuì a formare quel punto di vista che fece presto a trasformarsi in  genio assoluto del mondo del cinema.

    Più che semplici fotografie, racconti per immagini espressivi quanto quelle delle scene dei suoi capolavori: veri e propri ritratti di vita che col senno di poi, la dicevano già lunga sul celebre futuro cinematografico.

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    Montgomery Clift, Stanley Kubrick, 1949

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    Rocky Graziano, Stanley Kubrick, 1949

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    Untitled, Stanley Kubrick, 1950

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    A tale of a shoe shine boy, Stanley Kubrick, 1947

    200 di questi scatti sono ora a Milano, in anteprima mondiale in una mostra a Palazzo della Ragione, fino al 4 Luglio.

    Per chi ama il maestro o per chi ha voglia di vederne un lato ancora troppo poco conosciuto, che vale la pena di scoprire.

    STANLEY KUBRICK FOTOGRAFO – 1945/1950

    Fino al 4 Luglio 2010

    Palazzo della Ragione

    Piazza dei Mercanti, 1

    MILANO

    Manuwish

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    25 May 2010
    DOPO 7 ANNI DI ATTESA: LA “PIG ISLAND” DI PAUL MC CARTHY ARRIVA A MILANO

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    Mechanical pig, McCarthy, 2003-2005

    E pensare che qui noi stiamo ancora a discutere se esporre o meno il cavallo imbalsamato di Cattelan a Palazzo Reale. Il problema cruciale è un cartello INRI che lo trafigge e quei passi, troppo pochi, che lo separano dal Duomo.

    Nel frattempo,  un signore proprio in questi giorni è arrivato dall’America per la sua prima personale in Italia e ci riderebbe in faccia se capisse qualche parola di italiano.

    Paul McCarthy è un artista unico, ormai celebre, amato e detestato, senza dubbio coraggioso. La piccola peste dell’arte contemporanea, per dirla con tanta dolcezza. Ma siamo chiari invece.

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    Santa Claus with butt-plug, Mc Carthy, 2007

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    Complex Shit, Mc Carthy, 2008

    La sua mente ha partorito sedie con falli a sorpresa e cacche gonfiabili formato gigante piazzate in parchi meravigliosi.

    Autoritratti scultorei con genitali all’aria aperta e riproduzioni colorate di ex presidenti degli Stati Uniti che si divertono “alle spalle” di animali veramente sfortunati.

    Un babbo natale che a tutti i buoni porta in dono un vibratore ed una stanza infernale con porte metalliche, che sbattono all’infinito fino a farti sperare di impazzire e anche in fretta.

    I pirati dei caraibi della Disney attraversano la sua fantasia e diventano pupazzi, mutilati quanto infoiati,  tra litri e litri di sangue-ketchup.

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    Spaghetti man, Mc Carthy, 1993

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    Static (Pink) , McCarthy, 2004-2009

    Nella sua “Pig Island” il confine tra uomo e maiale sfuma parecchio. Violenza a fiumi e trash come se piovesse.

    L’arte di McCarthy è tutto questo, niente di meno e molto di più.

    Perchè il mondo  fa un pò schifo e magari fosse solo questione di un’ isola. Un grazie speciale va a chi riesce ancora a farci credere che possa esser tutto finto e stare chiuso in un museo. Almeno per un pò.

    Paul McCarthy

    “PIG ISLAND”

    Dal 20 Maggio al 4 Luglio 2010

    Fondazione Nicola Trussardi

    Palazzo Citterio

    Via Brera 14

    MILANO

    Manuwish

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    18 May 2010
    I FRATELLI CHAPMAN IN MOSTRA A MILANO @PROJECT B CONTEMPORARY ART

    Dimenticatevi l’arte classica con la sua ricerca del bello e di forme perfette.

    Potete pure scordarvi tutto quel che è stato dopo, perchè ogni aspirazione a trasporre su una tela o in una forma sublimata qualsiasi inquieta e contorta dinamica interiore, stavolta è stata messa volentieri da parte.

    L’orrore più tremendo loro ce lo sbattono davanti, e fanno di più.

    Lo esibiscono in ogni opera e in molti casi, a dire il vero quasi tutti, sono in grado di renderlo anche peggiore.

    I fratelli Chapman non hanno bisogno di lunghe presentazioni: artisti concettuali inglesi parte del Young Art British Movement, iniziano a collaborare all’inizio degli anni 90 e negli ultimi due decenni conquistano fama mondiale e valutazioni da svenimento.

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    Zygotic Acceleration Biogenetic Desublimated Libidinal Model, Jake & Dinos Chapman

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    Flogging a dead horse, Jake Chapman

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    Fucking Hell, Jake & Dinos Chapman

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    Detail from Sex I, Jake & Dinos Chapman

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    Unhappy Feet, Jake & Dinos Chapman

    Con le loro creazioni hanno spaventato e incantato.

    Smosso stomachi deboli e risvegliato incubi neanche troppo infantili.

    Smontato ogni rassicurante falsa certezza con la potenza destabilizzante di quella realtà cruda e in fondo terribilmente vera che ognuno di noi preferirebbe dimenticare.

    Ora sono in mostra a Milano, alla galleria ProjectB Contemporary Art con il loro ultimo progetto, il cui titolo tradotto dovrebbe suonare più o meno come  “Il sole splenderà brillante sul vostro cadavere marcio mentre le vostre ossa risplendono al chiaro di luna”.

    Andate, e non dite che non vi avevamo avvisati.

    Jake & Dinos Chapman

    “The sun will shine brightly on your rotting corpse

    Whilst your bones glimmer in the moonlight”

    Dal 25 Maggio al 16 Luglio 2010

    ProjectB Contemporary Art

    Via Borgonuovo 3

    MILANO

    Manuwish

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    14 May 2010
    VANITAS’ MARKET – 15/16 MAGGIO @GALLERIA XXV APRILE CREMONA

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    Nel weekend che è ormai alle porte, diamo il benvenuto al fratellino minore del Vintage Vanitas, che alla sua Prima edizione si propone come una fiera-mercato di moda e accessori d’epoca originali,  rielaborati e non solo,  in uno spazio espositivo più informale che si divide in tre parti:

    - Una prima dedicata naturalmente al Vintage puro e classico con tante chicche selezionate dai migliori espositori italiani.

    - Una seconda che propone il Remake di abiti e accessori, che parte da materiali d’epoca per creare linee nuove o si ispira ai tagli del passato per reinterpretarli con tessuti moderni e inediti.

    - E infine una terza,  riservata alle Autoproduzioni attuali di giovani creativi.

    L’evento nasce da una collaborazione tra il Vintage Vanitas di Elisa Boldori e il comune di Cremona.

    Wait! ama le cose belle, e vi consiglia di non perdervi un’occasione speciale dove è sicuro che potrete trovarne parecchie.

    VANITAS’ MARKET

    SABATO 15-DOMENICA 16 MAGGIO

    10.30-24

    Galleria XXV Aprile, CREMONA

    Manuwish

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    10 May 2010
    TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI – “PRIMITIVI DEL FUTURO” TOUR 2010

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    Tre Allegri Ragazzi Morti, freschi e fieri  del loro sesto album ufficiale uscito lo scorso marzo,  sono ora in tour con una serie di date italiane fino alla fine dell’estate.

    Basta saperne davvero poco di musica per accorgersi  che i live stanno in un mondo a parte, ben lontano da quello in cui nascono i dischi e le incisioni: emozioni e suoni, ogni cosa è diversa dal vivo perchè passa attraverso non tanto le doti tecniche quanto al carisma degli artisti e all’unione magica che si crea tra il palco e noi lì sotto.

    Lo scorso sabato i T.A.R.M. hanno suonato in terra ligure, allo Spacepromo Live di Savona. L’adolescente sfigata che porto dentro e mai mi abbandona, mi spingerebbe ora a lasciarmi andare a commenti inopportuni da groupie di terza categoria, verso i quali è giusto fare opera di autocensura  in nome del buongusto e del rispetto dovuto che il trio in questione merita.

    Ergo, con modi e toni degni di queste pagine vi dico: se potete e se volete (e vi consiglio di potere e di volerlo)  andate a ascoltarli. Perchè se sono qui a parlarne è per un unico e fondamentale motivo: io ero lì, a godermi uno di quei concerti che poi resto esaltata in modo imbarazzante per i tre giorni successivi (per domani quindi dovrei fortunatamente essermi data una calmata).

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    Pezzi nuovi raccontano una svolta reggae che al primo ascolto ti si drizzano le orecchie e al secondo è già amore senza riserve, almeno per quel che mi riguarda. Per la gioia dei più Jovani, anche tanti brani dei dischi passati: quelli che fanno agitare e saltellano sgomitando spensieratamente verso il rock e il punk.

    Ma è sempre solo un’impressione lieve perchè è nei testi di questo gruppo che sta molto della loro identità. Belle faccie da sfoggiare e smorfie impegnate da rockstar, Tre Allegri Ragazzi Morti le lasciano agli altri.

    Le maschere finte di celebrità  le rifiutano da quando hanno iniziato, non smetterano certo adesso.

    E da dietro le loro maschere (quelle vere, che non fanno paura) ce le cantano e ce le suonano come si deve, come da 15 anni a questa parte.

    Manuwish

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