• 09 January 2012
    THE BOOK: “PIGCHIC, LA MODA, L’AMORE, LA SFIGA”

    Intervista di Annalisa Varesi da Wait! n°32

    C’è chi li denigra, chi li legge per noia, chi li odia, chi li imita e chi ne fa una vera religione: parlo di fashion blog. Tanti (forse troppi) e quasi tutti uguali direte? Vi dico di no. Ce ne sono alcuni come quello di Demetra Dossi (www.pigchic.com) che portano avanti con ironia e gusto la propria originalità. E non solo. Da blogger a scrittrice per Rizzoli, il passo, seppur faticoso, è stato breve. Il primo romanzo di Demetra Dossi si intitola come il suo blog, “Pigchic”, e della moda e della blogosfera parla parecchio. Con l’occhio critico di una ragazza come tante, alle prese con l’università, un fidanzato da gestire, un gatto sovrappeso, una “ex” superperfetta, e tanti, bellissimi sogni. Ironico, cinico e soprattutto “vero”,ho amato questo romanzo dalla prima all’ultima pagina e la decisione di intervistare la sua giovane autrice è venuta da se. Ma visto che di blog (e di internet) parliamo, perchè non fare due chiacchiere in chat?

    Annalisa V: Vado a braccio perchè non mi sono preparata, ma siccome il libro l’ho letto sul serio non sarà difficile. Cominciamo?

    Demetra D: Sono pronta

    Annalisa V: Ok, domanda che ti avranno gia fatto tutti… Tu nasci come fashion blogger, giusto? Come mai l’idea di cimentarti nella scrittura di un romanzo?

    Demetra D: Nel febbraio del 2009 una giornalista del Corriere della Sera ha scritto un articolo sul mondo dei fashion blog citando fra gli esempi Pigchic. Un editore della Rizzoli ha letto l’articolo, ha visitato il mio blog e, divertito dal mio modo di scrivere, ha deciso di lanciarmi l’idea: “Hai mai pensato di scrivere un libro?”. E così è nato tutto.


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    AnnaV

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    09 December 2011
    THE INTERVIEW: FLAVIO CERIELLO

    L’avete già visto protagonista della ribrica “Wait! Presents…” sullo scorso numero del nostro magazine. Che altro posso dirvi. Un vero talento. Ne sentirete parlare, credetemi.

    L’abbiamo intervistato per voi.

    Chi è Flavio Ceriello?

    E’ sempre più difficile parlare di se stessi che degli altri, a mio avviso. Ma vorrei definirmi un illustratore o comunque un ragazzo che sogna di fare questo nella vita. Dopo il Liceo Artistico ho cambiato diversi indirizzi, (Scienze della Comunicazione, Accademia di Belle Arti) ma quando forse mi ero del tutto allontanato dal campo artistico ho ripreso a studiare e ora sono all’ultimo anno di Design per la Moda alla Seconda Università di Napoli. Partendo dal figurinismo di moda sono arrivato all’illustrazione nel senso piu esteso del termine, e credo di aver trovato la mia dimensione. A volte credo che sia sempre stata questa la mia strada, da piccolo avevo la mia cartellina con fogli e pennarelli e copiavo i cartoni animati, forse ho impiegato solo un po di tempo per capirlo.

    Il tuo tratto è fortemente personale e, a mio parere, riconoscibilissimo. Come sei arrivato a questo stile?

    C’è chi si ispira anche stilisticamente e tecnicamente ai propri artisti preferiti, forse non mi sono mai fossilizzato su uno un particolare, il mio modo di disegnare si è evoluto nel giro degli ultimi due anni e ciò è avvenuto con molta naturalezza, il mio tratto è spontaneo, fortemente espressivo, non proviene probabilmente da un allenamento tecnico e razionale sul disegno…seguo la linea della mia matita e mi piace scoprire dove mi porti.

    Quali sono le tue ispirazioni?

    Egon Schiele, Aitor Throup, Stephan Manel, Herakut, Swoon, Renè Almanza. Nomi di artisti recenti e non, che appartengono a campi diversi, ciò forse dimostra che le mie ispirazioni nascono da input differenti, spunti momentanei. Un’immagine, una persona, una tendenza…da tutto può nascere un nuovo disegno, una nuova serie, basta guardarsi intorno o anche dentro se stessi.

    Descrivi la tua arte in 5 aggettivi.

    Espressiva, spontanea, distintiva, fruibile e..pubblicitaria.

    Descriviti tu in 5 aggettivi.

    Ambizioso, riflessivo, silenzioso, generoso, intelligente.

    Immagina un muro bianco, in una qualsiasi parte del mondo. Dove e cosa disegneresti?

    Innanzitutto, magari!! Disegnerei la mia visione surreale delle persone, dei corpi, delle facce tipiche di quel determinato posto in quel determinato momento, quasi come un regalo, in modo tale che possano guardare quel muro e l’interpretazione che ho avuto di loro.

    Infine, domanda classica, se ti diciamo “wait!” cosa ci rispondi?

    Immediatamente traduco il termine. L’attesa è una componente importante nella vita di ognuno, chiunque ha atteso qualcosa o qualcuno, Forse tutti attendiamo una svolta. Forse è anche il mio caso, e soprattutto ora. “Wait!” ovviamente siete voi, che mi avete concesso questa vetrina, per me è stata una vera soddisfazione essere notati da un magazine all’avanguardia.

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    AnnaV

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    14 October 2011
    WAIT! FOR: SHOW’N'TELL PROJECT #4

    La quarta intervista del progetto Show’n'Tell, di VICE in collaborazione con 55DSL è a Lorenzo Mason e Marco Campardo in arte Tankboys.

    Nel 2005 fondano uno studio di grafica indipendente legato alla comunicazione in ambito artistico e culturale. Da Venezia, dove hanno frequentato lo IUAV e lavorato per la Biennale, gestiscono progetti che spaziano dall’editoria all’allestimento di mostre passando per workshop e conferenze.

    ——————————

    The fourth interview of Show’n'Tell project, of VICE in collaboration with 55DSL is to Lorenzo Mason and Marco Campardo Tankboys in art.

    In 2005, they founded a graphic design studio independently related to communication in the arts and culture. From Venice, where they attended the IUAV and worked for the Biennale, they managing projects ranging from publishing and exhibition through workshops and conferences.

     

    AnnaV

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    10 October 2011
    WAIT! FOR: SHOW’N'TELL PROJECT #3

    Nella terza intervista del progetto Show’n'Tell, di VICE in collaborazione con 55DSL parliamo con Olimpia Zagnoli, giovane (ha solo 27 anni) illustratrice emiliana conosciuta in tutto il mondo. New York Times, The New Yorker, Corriere della Sera, The Guardian, The Washington Post, Glamour, Internazionale, Il sole 24 Ore, Air France e Università di Yale, sono solo alcuni dei suoi importanti clienti.

    Inoltre il New York Times non l’ha chiamata solo per qualche illustrazione occasionale ma anche per una nuova guida agli Stati Uniti che verrà pubblicata a breve da Taschen.

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    AnnaV

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    25 August 2011
    INTERVIEWS: WAIT! INTERVIEW MAX PAPESCHI

    Intervista di Annalisa Varesi, da Wait! n°32

    Pensate che non si possa fare? Pensate sia sconveniente? O sbagliato? Max Papeschi non la pensa come voi. Irriverente e sconveniente, il suo occhio acuto e sarcastico non risparmia nessuno. Personaggi, simboli e icone del nostro tempo diventano la “cartina tornasole” delle menzogne e dell’ipocrisia della società contemporanea.

    “Roba forte che può creare dipendenza ma anche sollevare proteste. Ma l’arte è l’arte e va giudicata secondo tempi e modi che non sempre coincidono con il gusto o il comune sentire. Vedere per credere” La Repubblica.

    Di cattivo gusto? Oppure un vero, assoluto genio? A voi la scelta. Noi ne siamo stati letteralmente conquistati ed intervistarlo è stato un onore.

    Chi è Max Papeschi?

    Il giorno che lo capirò smetterò di fare arte.

    Massificazione e globalizzazione. Simboli e icone che ritornano nella tua arte privati del proprio contesto, stravolti e mutati nel significato. Uno shock visivo e non solo… E’ quella l’intenzione?

    Molte delle mie opere si possono descrivere come delle vere e proprie campagne pubblicitarie, provenienti da una realtà parallela tutto sommato possibile, se non probabile. Sono pensate come delle insegne propagandistiche alle quali mancano solo claim, body-copy e pay-off per essere complete; quello che vendono e promuovono sono i valori su cui si fonda la nostra società al netto di ipocrisie e menzogne.

    Molte delle icone che compaiono come soggetti delle tue composizioni rimandano all’infanzia, al mondo Disney ma non solo. Non si salva proprio nessuno?

    Fin da bambino ho avuto una certa diffidenza nei confronti di questi personaggi, Topolino e suoi amichetti mi hanno sempre dato una sensazione di disagio. Trovo meno ipocrisie nello scintoismo nazionalista, guerrafondaio e xenofobo dei robot giapponesi: i nemici sono assolutamente mortali, mentre la deperibilità del corpo è un concetto totalmente negato a Topolinia: ve la immaginate Nonna Papera con un cancro al retto?

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    AnnaV

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    17 June 2011
    TISCO PRESENTS: THE COLORED PENCILS OF MARCO MAZZONI.

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    TISCO incontra il prolifico artista Marco Mazzoni. Insieme si parla di potere della natura, streghe, piante allucinogene, farfalle, sogni e ecstasy.

    TISCO è piattaforma per l’arte ultra contemporanea. Seguici su: Facebook, Twitter e Tumblr.

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    Daniela Petkovic

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    25 May 2011
    TISCO PRESENTS: ARNAUD PAGèS & GUIM TIó.

    Tisco presenta due artisti europei: l’artista francese Arnaud Pagès e lo spagnolo Guim Tió.

    Arnaud Pagès, illustratore francese, nasce a Parigi nel 1971. Il suo lavoro è connotato da una forte influenza pop e street e dall’uso massiccio di colori fluorescenti che ci riconducono all’atmosfera degli anni ’80. Esordisce come pittore negli anni ’90. Leggi l’intervista

    La potenza dei colori è preminente nelle opere dell’artista spagnolo Guim Tió – anche lui come il primo collaboratore di TISCO sulla pagina di facebook – che però ne fa un uso del tutto innovativo ponendo l’accento sugli aspetti più grotteschi e inusuali della bellezza. Leggi l’intervista

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    Daniela Petkovic

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    11 May 2011
    WAIT! EXCLUSIVE: MELINA MATSOUKAS FOR DIESEL FUEL FOR LIFE DENIM

    Wait! Vi regala in esclusiva mondiale la prima video intervista della campagna ADV Diesel Fuel For Life Denim girato a New York da Melina Matsoukas (regista dei video di Rihanna, Jennifer Lopez, Lady Gaga, Katy Perry). Diesel Fuel For Life Denim Fragrance presenta la sua nuova collezione  e ha scelto la modella olandese Marloes Horst e il brasiliano Marlon Teixeira come testimonial. Melina Matsoukas è un’artista della regia, questa campagna riserverà grosse sorprese. Intanto guardate in queste foto anche alcuni dei prodotti fashion che lancerà Diesel parallelamente.

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    Wait! give you the world exclusive first video interview of the campaign ADV Diesel Fuel For Life Denim shot in New York by Melina Matsoukas (director of videos by Rihanna, Jennifer Lopez, Lady Gaga, Katy Perry). Diesel  Fuel for Life Denim Fragrance introduces its new collection and has chosen the Dutch model Marloes Horst and Brazilian Marlon Teixeira as a testimonial. Melina Matsoukas the director is an artist, big surprises in store for this campaign. Mean while, look at these pictures of some fashion products that will launch by Diesel .



    Pier

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    18 April 2011
    WAIT! INTERVIEW ENYOU

    Come sapete Wait! è sempre felice di presentare nuovi talenti nel mondo dell’arte, della fotografia, della letteratura, del design, e chi più ne ha più ne metta. Oggi vogliamo parlarvi di Enyou (vero nome Claudia Guariglia), giovanissima fotografa salernitana piena di talento e voglia di mettersi in gioco.

    Prima di tutto parlaci un po’ di te. Chi è Enyou?

    Sono una ragazza di 22 anni di Salerno, residente a Roma dove sono in procinto di laurearmi all’Accademia di Belle Arti. Ho sempre avuto una spiccata passione per il disegno, passione che ho coltivato negli anni, dilettandomi ogni tanto anche di fotografia. Col tempo però disegnare mi è risultato sempre più difficile, forse perchè crescendo le aspettative e gli obiettivi che mi ponevo erano maggiori e i risultati non andavano di pari passo, ma le cose sono cambiate quando un annetto fa circa ho comprato la mia attuale macchina fotografica, una canon eos 1000d. Quando ho cominciato a “giocarci” un pò ho capito che la fotografia avrebbe potuto essere anche qualcosa di più che una passione puramente “collaterale” al disegno, ed è stato a dir poco liberatorio. Questioni artistiche a parte, amo un pò le solite cose che amano tutti: mi piace leggere, scrivere, amo il cinema, la musica, e ho una sorta di feticismo per l’ora del tè.

    Fotografa per diletto, per lavoro, o tutti e due?

    Tutti e due, o almeno spero! Al momento se si parla di fotografia e soldi, purtroppo per me sono sempre soldi in uscita, devoluti in attrezzatura, pellicole, libri di fotografia e quant’altro. Ma sul fatto che con la fotografia voglio lavorarci e, se possibile, viverci non ho dubbi. Mi piacerebbe tantissimo lavorare nella fotografia di moda, quando sfoglio riviste come Vogue rimango sempre a bocca aperta. Intanto sto provando a cercare lavoro presso un fotografo, e nel frattempo continuo a esercitarmi e sperimentare, sperando così di arrivare a produrre prima o poi qualcosa di abbastanza bello e interessante che mi possa portare a fare della fotografia qualcosa di più di una semplice passione.

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    AnnaV

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    30 March 2011
    TISCO! PRESENTS AN INTERVIEW TO MR. VOOM

    Un anno fa circa stavo scrivendo la mia tesi di laurea su “L’Esperienza Estetica del Virtuale” e dedicai una sezione a Luca Lisci, artista digitale e creative director italiano molto noto in Europa.

    Un anno dopo, ho avuto l’occasione di intervistare Luca riguardo al suo ultimo progetto, Voom Hotel.

    Il Voom Hotel SLURL

    Chi è Mr. Voom?

    Voom è il vate. è il primo altro da me che ho incontrato. Per farla breve è il punto vivente di contatto che ho con me stesso. è il totem su cui mi focalizzo quando vado ad esplorare l’altra versione della realtà. è il mio Orpheus.

    “Voom Hotel è un progetto d’arte transmedia fatto di un certo numero di luoghi virtuali collegati. Ci sono stanze, sale, corridoi, giardini, strutture distribuite su diversi media. Ogni loco ha il proprio ospite, cliente del Voom Hotel”. Qual’è l’obiettivo del tuo progetto?

    Lasciarmi andare dove sono gli altri me, quelli più profondi. Ho bisogno di costruire una rappresentazione, ho bisogno di liberarli da me. Il Voom Hotel non è fatto né di mattoni, né di pixel o bytes ma può essere rappresentato da tutte queste cose attraverso immagini digitali, poesia, video, pittura, musica. Posso usare tutto ciò che ho nelle mie mani per dargli modo di essere percepito. Posso usare il computer, i metaversi, le performance, il teatro, i video, la poesia.

    ENGLISH VERSION AFTER THE JUMP

    A quanti livelli di immersione si può sperimentare il Voom Hotel?

    La gente può vivere il Voom Hotel come meglio crede.

    Sei passivo? Aggiudicati un posto per conoscere uno dei residenti del Voom Hotel: puoi vedere video sulla storia di Mr. Meta Lexico e Ms. Yizhou Flow, puoi seguire il progetto su Twitter e ascoltare i rumori dei ‘Corridoi’. Puoi anche seguire il dramma musicale rock di Wing Fallen o condividere la pagina del gruppo su Facebook.

    Vuoi prendere parte attivamente? Non ti resta che chiedere a Mr. Voom se puoi affittare una camera dell’hotel.

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    Daniela Petkovic

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