• 08 February 2011
    TISCO is running a collaboration with SAFEWALLS

    TISCO ha da poco avviato una collaborazione con SAFEWALLS .

    ENGLISH VERSION AFTER THE JUMP!

    TISCO seguirà passo passo l’evolversi di questo progetto d’arte che svela poster alternativi ispirati agli spettacoli del Cirque Du Soleil, appositamente creati da artisti “lowbrow” e street artists provenienti da tutto il mondo.

    A tenerci aggiornati sugli sviluppi di questo tour di 12 mesi che toccherà diverse città nel mondo – la prima è stata Londra – saranno Andre Bathalon e il direttore artistico Yan Coredau con cui Daniela Petkovic, fondatrice e proprietaria di TISCO, è in continuo contatto.

    I primi tre artisti a cui è stato commissionata la creazione di un poster alternativo per lo show TOTEM sono stati: Jon Burgerma, Sweet Toof e Glenn Anderson .

    Sono già disponibili e lo saranno sempre in anteprima sul blog di TISCO i video/interviste agli artisti e brevi aggiornamenti di Andre Bathalon.

    Per saperne di più Safewalls.org

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    Daniela Petkovic

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    16 January 2011
    TISCO! PRESENTS AN INTERVIEW TO EMMANUEL LAFONT

    Ciao Emmanuel, ora tu vivi e lavori in Spagna, a Malaga ma nel 2001 sei stato negli Stati Uniti dove hai lavorato per Annie Wharton all’Art Centre South Florida (in Miami). Allo stesso tempo dipingevi per la Dorsch Gallery. Quali sono i ricordi più belli che hai di quel periodo?

    Ciao Daniela! Vediamo… è stato un periodo davvero eccitante per me, ricordo con affetto ogni singola cosa che mi è successa! Avevo appena 20 anni ed ero in cerca di avventure! Persone, situazioni, lavori… ero attratto da tutto! Conobbi Annie per caso, col senno di poi posso dire che lavorare al suo fianco è stata una delle più belle esperienze di sempre! Ho imparato un sacco di cose e il tempo è volato! Se devo scegliere, il miglior ricordo che porto con  me di quei giorni, sono le persone che mi hanno aiutato. Ho fatto conoscenze speciali e molte di queste sono ancora dei punti di riferimento per me, degli amici! (Jen ti adoro, dolcezza!!!).

    Quanto ami la tua città?

    Forse puoi farti una vaga idea di quanto amo la mia città se ti dico che sono nato in Argentina ma il mio cuore appartiene a Malaga! Qui ho trovato il mio posto nel mondo, ho trovato l’amore e la mia “famiglia”! è una città tranquilla e rilassante, e oggi sta anche crescendo molto a livello culturale e tutto ciò è fantastico!

    ENGLISH VERSION AFTER THE JUMP.

    Pensi che gli artisti di oggi siano aperti a iniziative quali collaborazioni, interventi sulla città ecc.?

    Assolutamente sì! Io ho la mia teoria al proposito: prima che iniziasse la grande crisi economica mondiale, molte persone che aspiravano a diventare artisti (nel senso fico del termine), cercarono di trasferirsi a New York, Londra, Berlino e altre grandi centri culturali e all’avanguardia nelle arti, allo scopo di vedere e imparare. Oggigiorno, la gente non ha abbastanza soldi per farlo! Molti artisti sono costretti a starsene a casa MA siccome la necessità di esprimersi è insita nell’artista stesso, un gran numero di noi è molto aperto alle varie iniziative e alla collaborazione!

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    Daniela Petkovic

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    21 December 2010
    TISCO! PRESENTS AN INTERVIEW TO DUILIO SCALICI

    Ciao Duilio, di dove sei?

    Ciao! Sono palermitano. Palermo non è la città violenta che tutti i TG dipingono, anzi, è una delle più belle città al mondo!

    Una ragione per cui fai l’artista.

    Semplicemente, non posso non farlo! Mi sentirei male se così non fosse! Per me è estremamente naturale e molte volte io non inizio un lavoro partendo da un’idea, piuttosto lo inizio a partire da un foglio bianco. Prendo in mano una matita e inizio a disegnare delle linee e queste, magicamente, diventano il soggetto del mio lavoro. Lo stesso vale per i videclip che realizzo, non c’è mai uno script, comincio sempre da un’immagine che ho nella mia testa; dopo aver filmato quest’immagine, continuo improvvisando.

    ENGLISH VERSION AFTER THE JUMP.

    Quando hai iniziato a realizzare video?

    Ho iniziato all’età di 13 anni facendo piccole produzioni in stop-motion e claymation. Il mio primo video musicale è stato un esperimento fatto con la band Troublemakers nel 2010.  In seguito il musicista The Loves mi ha contattato perché desiderava creare un pezzo per il mio primo clip, “Dream Town”. Dopo questa collaborazione, io e The Loves abbiamo realizzato un altro video “Nothing is Real”; dopo quest’ultimo ho collaborato con diversi musicisti come Bologna Violenta, Simona Gretchen, The Barbacans, Nut, Gli Ebrei, Chester Gorilla, ecc ecc.

    Tutti i videoclip realizzati da Duilio Scalici sono visibili al link dell’intervista originale su Tisco!

    Sei anche un pittore. Quanto è importante la pittura per te?

    La pittura e il disegno sono fondamentali per me. Ogni volta che completo un dipinto sono felice e quando me lo comprano è sempre difficile separarsene!

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    Daniela Petkovic

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    11 December 2010
    WAIT! INTERVIEW HAENG

    Intervista di Marco Bianchi da Wait! n°30

    Un brand che combatte il logo. Ohibò. Che punta tutto sulla qualità. Su un lavoro di lungo termine. Su un’ idea…che diventa un sogno. Un moschettone che da visione, diventa intuizione e poi icona. Un’azienda italiana. Che nel mondo del jeans, o meglio, del pantalone, ha trovato un modo, tutto suo, di far parlare di sè, di distinguersi. Di creare un progetto e un prodotto di qualità. Dandosi anche il tempo per realizzarlo e ai suoi consumatori quello necessario per conoscerlo e capirlo. Sogno o son desto? E’ stato un onore, far parte sin dall’inizio, come osservatore, di quest’avventura lanciata da Davide e da tutto il team (un’azienda vera, con un know how vero e decennale nel mondo del denim). E ora… chissà dove andranno a finire? Vogliamo, attraverso questa intervista, aprirvi una fine- stra su mondo Haeng e una filosofia che apprezziamo davvero.

    haeng

    Davide, come è scoccata la scintilla da cui è nato haenG ?

    Il nostro progetto è nato grazie all’effetto ottico creato da un gancio appoggiato per caso sopra un pantalone. Mi piace pensare al fatto che c’ ero io lì per vederlo.

    Chi/quali persone ci sono dietro al progetto haenG ?

    Due tizi : uno visionario ( io ) ed uno pragmatico ( Roberto, il produttore ). Di solito questa combinazione funziona: uno tira da una parte, uno dall’altra e si sa: la virtù sta nel mezzo. La colla che ci tiene uniti è la passione per il denim. haenG, la qualità assoluta del prodotto, la cura maniacale di dettagli e lavaggi, del fit.

    Quale cammino vi ha portato ad avere questo ‘know how’?

    L’unica scuola è l’esperienza sul campo. Anni passati masticando cotone e bevendo indaco. Non potevamo che restituire denim.

    Mi parli di un prodotto NO LOGO. Eppure a suo modo il prodotto è riconoscibile… parlo del moschettone che è una sorta di logo in 3D. Sicuramente un colpo di genio. Sbaglio?

    Il colpo di genio nasce dal nulla, è un flash. Io credo invece che sia una questione di apertura mentale, la contaminazione è sicuramente un ottima chiave di lettura. Per quanto riguarda la riconoscibilità del prodotto, il moschettone è lì proprio per dimostrare – in un modo diciamo estremo – come si può avere un anima senza ricorrere a loghi o a nomi di altre persone stampigliati sul petto. Abbiamo comunque sempre cercato di proporre un buon pantalone aldilà dell’idea del gancio che , a differenza del logo, si può togliere senza rischiare di rimanere con in mano un pugno di mosche.

    haeng

    Quando sento parlare di No Logo….penso al libro omonimo di Naomi Klein. C’entra qualcosa con haenG, ti ha influenzato in qualche maniera?

    Sono due modi diversi e complementari di affrontare il problema del branding : la Klein analizza il problema in maniera politica denunciando il lavaggio del cervello messo in atto per vendere un prodotto di massa realizzato da maestranze poco qualificate nel quale la qualità reale è sostituita dal mito della personalità. Noi semplicemente vogliamo dimostrare con i fatti che la creatività è viva e vegeta.

    In un momento in cui il Logo è spesso messo in crisi da prodotti generici LOW COST delle grandi catene, copiati e molto cheap, non credi che possa essere un valore importante su cui puntare? In che senso haenG rifugge il Logo?

    Secondo te ha senso mettersi a fare la guerra alle quantità sterminate di Zara ? O ai testimonial di Diesel ? Noi scegliamo la terza via che è quella del prodotto. Niente amministratori delegati in giacca e cravatta che gironzolano per casa.

    Quali carte pensa di avere oggi  Haeng per proporre un prodotto che ‘buchi’ …in un settore al momento saturo (ma spesso privo di idee) come il pantalone e in particolare il denim?

    Anima, Qualità, Certificazione, Concretezza, Servizio e un’arma segreta… Abbiamo già parlato del come è il nostro prodotto, dobbiamo dire anche che cosa è: cotoni di qualità, cimosati realizzati in Italia con telai che lavorano da 60 anni, Laboratori italiani, Lavanderie italiane, Produttori di accessori italiani. Tutta gente che si sta avvicinando sempre più al nostro progetto e che concretamente fa gruppo e ci sostiene; da loro stiamo raccogliendo i certificati di qualità che presto pubblicheremo sul sito, niente inquinamento; per quanto riguarda la produzione lavoriamo con calma e metodo lasciando libertà assoluta al cliente su cosa acquistare direttamente ed in pronta consegna dal nostro magazzino, niente quantità imposte o budget irraggiungibili che tirano sempre più per il collo i negozianti impedendo loro di gestire i propri stessi soldi. Va detto chiaramente che noi siamo una Azienda vera e propria che ha deciso di investire tempo, risorse umane e finanziarie in questo progetto; abbiamo uffici, un magazzino tessuti, la modelleria interna, una sala taglio e importantissimo, un ufficio di Controllo Qualità che gira tutti i giorni. Troppo spesso dietro ad idee anche geniali si nascondono purtroppo uffici di trading che semplicemente commercializzano un prodotto acquistato chissà dove con il risultato che quando un cliente ordina della merce si fa poi il segno della croce. La nostra arma segreta ? Ma se è segreta…

    haeng

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    AnnaV

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    30 November 2010
    TISCO! PRESENTS: AN INTERVIEW TO CORINE PERIER

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    Ciao Corine, quando ti sei avvicinata all’arte per la prima volta?

    Ciao Daniela. Non ricordo un momento preciso in cui l’arte ha iniziato a fare parte della mia vita. Fin da quando ero piccola amavo disegnare nel tempo libero. Ho sempre apprezzato tutto ciò che poteva essere considerato artistico. Quando studiavo nella Scuola d’arte non ho mai percepito questo come un lavoro bensì come qualcosa che mi sentivo di fare.

    Conosci diversi segreti della pittura perché hai iniziato come restauratrice. Quanto ti ha arricchito quest’esperienza?

    Osservare il lavoro di grandi maestri e conoscere i procedimenti della pittura è qualcosa di unico ed eccitante! Nutro molto rispetto per le le vecchie tecniche e gli stili dei maestri. Io dipingo ad olio su pannelli di legno in sottilissimi livelli e amo spendere molto tempo a lavorare su ogni mia creazione. La restaurazione mi ha insegnato ad essere ingegnosa e paziente.

    lenchanteur-55-x46-cm-huile-sur-boisENGLISH VERSION AFTER THE JUMP!

    Cosa ti affascina tanto degli animali?

    Adoro usare gli animali nei miei dipinti! Gli animali sono universali, sono stati usati nelle storie e nei dipinti fin dall’alba dei tempi. Ci sono molti aspetti affascinanti in natura! Mi piace anche dipingere le varie texture degli animali: la pelliccia, le piume, il brillio… è un vero piacere per me!

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    Daniela Petkovic

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    24 November 2010
    TISCO! PRESENTS: AN INTERVIEW TO PHIL L’ANIMAL

    This is So Contemporary! incontra il giovane artista canadese Phil L’animal il quale presenta al blog – con cui collabora personalmente – le sue ultime opere.

    Ciao Phil, perché ti fai chiamare ‘Phil L’animal’?

    Hey, no, non ti racconterò la vera storia ma se vuoi posso inventarmene una! Quando ero piccolo sognavo di diventare una tigre, a 10 anni ho deciso che volevo essere una giraffa ma ero troppo basso, così cambiai idea, volevo diventare un bellissimo pesce… ma non potevo respirare sott’acqua… Alla fine creai un mix di animali, di cui, Phil L’animal, il più strano degli animali…

    Ti ricordi a quando risale la tua prima illustrazione?

    Sì, avevo solo 12 anni. Non era proprio un granché, solo uno stupido personaggio… Lo disegnai utilizzando una grande penna nera e le linee erano davvero orribili! Invece all’età di 10 anni feci il mio primo dipinto. Ricordo che ricevetti un kit per dipingere a Natale e la mia prima tela la dipinsi proprio quel giorno, il soggetto era una tazza davanti a una finestra, ahah!

    Cose che ti ispriano.

    Gli extraterrestri, le labbra, gli occhi, le donne, gli uomini, i corpi, la natura, la religione, voi, voi e VOI!

    La cosa più bella che potrebbe accaderti ora.

    Viaggiare! Viaggiare e fare mostre in giro per il mondo!

    ENGLISH VERSION AFTER THE JUMP

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    Daniela Petkovic

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    06 November 2010
    TISCO! PRESENTS: AN INTERVIEW WITH MICHELE GUIDARINI

    “Sono nato qui, nel Monte Amiata, terra incontaminata e culturalmente rimasta al Medioevo, come i luoghi e le edifici che compongono il mio paese, Arcidosso.
    Presto percepisco che ho voglia di fare altro, per questo comincio subito con studiare grafica pubblicitaria ed interessarmi al mondo dell’arte. Mi butto all’Accademia di Belle Arti di Firenze, ambiente scioccante pieno di sessantottini contemporanei che credeno di uscire e fare gli artisti con il pennello, la tavolozza, una tela fatta a mano e ritraendo nudi e paesaggi. Ho la fortuna di trovarmi a contatto col professore più pazzo della situazione e non tocco un pennello ed un colore in quattro anni, ma ritaglio, incollo, fotocopio e disegno a tratto veloce quello che penso e che mi passa per la mente.
    Migro in Svizzera dove porto avanti il mio lavoro grafico in un paio di studi importanti di Lugano e San Gallo. Torno e dopo un pò metto su uno studio grafico mio, con una stanza dedicata alla mia piccola collezione d’arte.
    Studio la comunicazione per le aziende ed istituzioni, portando avanti,allo stesso tempo, l’amore per l’arte cimentandomi nel ruolo di artista in questo folle mondo.
    Dopo aver collaborato con gallerie ed eventi di bassa scala, sbarco a Milano, collaborando con l’Art Nhow Hotel e la Rojo Gallery. Dopo un susseguirsi di esibizione e pubblicazioni su riviste entro a far parte del circolo Mondo Bizzarro Gallery, con i quali collaboro in questo momento e con i quali si prospettano progetti interessanti come Italian Pop Surrealism, un collettivo di Artisti Italiani che porta in Italia ed all’estero il lavoro prettamente italiano di questa nuova corrente, se cosi si può definire.
    Sogni? portare i miei piccoli Adolf in tutto il mondo, sono teneri.”

    Michele, se potessi definire il tuo stile, come lo definiresti?
    Mi è sempre stato difficile catalogare la mia arte, ti spiego: il mio lavoro nasce da sensazioni esterne ed interne che si mescolano e si trasformano in tratti ironici del classico vivere quotidiano. Ho sempre avuto grossi problemi ad esprimermi con le parole, con il Verbale… per questo il mio lavoro è una sorta di diario di bordo di alcuni pensieri personali che si intrecciano con la mia visione del mondo. Comunque… mi ritengo pop per le citazioni di personaggi illustri che hanno fatto la storia; mi ritengo leggermente Urban Artist per il semplice aspetto stilistico, il tratto veloce e d’impatto; a volte surrealista per la distorsione della realtà nelle forme e nelle figure; a volte Sacro per l’uso di simbolismi legati alle religioni.Insomma la mia arte la definirei uno stile “Sacre Urban Trash Pop Surrealism”.

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    Daniela Petkovic

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    26 October 2010
    TISCO! PRESENTS: AN INTERVIEW TO EDWIN USHIRO

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    Edwin, sei originario di Maui e ti sei trasferito in California. Ti manca mai la tua terra?

    Sì, mi manca casa mia. Forse è per questa ragione che le Hawaii continuano ad essere l’ambientazione dei miei quadri.

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    Hai frequentato l’ Art Center College di Design e hai ottenuto i massimi risultati con lode. Da allora lavori come Production Designer, Visual Consultant, Art Director, Storyboard Artist e Concept Designer. Qual’è il tuo ruolo preferito?

    A me piace ogni ruolo creativo. Per me sono solo titoli. Alla fine tu metti a disposizione la tua creatività ad uno scopo preciso e io sono così entusiasta di questo che potrei disegnare per tutta la vita.

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    Qual’è il tuo più grande cliente?

    Sony. In gran parte perché abbiamo un rapporto consolidato, infatti io ho lavorato a numerosi progetti per la compagnia.

    Attualmente a quale mostra stai partecipando?

    I miei lavori sono esposti al Portsmouth Museum of Art insieme a quelli di numerosi artisti: Hokusai, Takashi Murakami, Yoshitomo Nara, KAWS, Gary Baseman, Yoskay Yamamoto e Andrew Hem. La mostra si chiama “SugiPOP!: The influence of Anime and Manga on Contemporary Art.” L’esibizione è curata da Beau Basse, proprietario di LeBasse Projects in Culver City, California.presentation

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    Daniela Petkovic

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    17 October 2010
    TISCO! PRESENTS: AN INTERVIEW TO RAFFAELE BAFEFIT IODICE

    cyanotic-siren-work-in-progress-2010

    Raffaele, di dove sei?

    Vengo da un piccolo paese in provincia di Lecce, nel Salento, dove il sole brucia e il mare è sempre azzurro, ma vivo da 11 anni a roma.

    Dove sogni di vivere?

    Mi piacerebbe vivere a Parigi, sarei certamente felice per le strade della Francia.

    the-hunt-is-over-2010

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    Daniela Petkovic

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    12 October 2010
    TISCO! PRESENTS: AN INTERVIEW TO JASON LEVESQUE.

    lips

    Jason, in rete sei meglio conosciuto con il nickname ‘Stuntkid’. E’ possibile ricondurre in qualche modo tale nomignolo alla tua carriera artistica?

    Ahah, no, no davvero. Ero solito indicare con quel termine “una persona che compie azioni in maniera disattenta”, questa definizione mi cascava a pennello ma è cosa passata. Quando registrai il dominio sotto stuntkid.com, nel 2001, praticavo molto il dirtboard e cadevo spessissimo. Si può dire quindi che il nomignolo si riferisse per lo più ad attività che poco avevano a che fare con l’arte.

    bio-sphere

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    Daniela Petkovic

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