10 marzo 2010
“RECLAIM & CREATION”: INTRODUCING SAYAKA KAJITA GANZ ARTWORK

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Emergenge (Night & Wind), Sayaka Kajita Ganz, 2008

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Plunge, Sayaka Kajita Ganz, 2008

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Japonica, Sayaka Kajita Ganz, 2007

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Deep Sea, Sayaka Kajita Ganz, 2007

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Wayne, Sayaka Kajita Ganz, 2009

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Fogo, Sayaka Kajita Ganz, 2008

Come andare dalle stalle alle stelle. Trasformando dei banali utensili da cucina neanche nuovissimi in un capolavoro fatto e finito. Coltelli, mestoli, forchette di plastica… Quasi si perdono nella bellezza di queste sculture e nel senso del movimento che riescono a trasmettere.

La loro autrice è una ragazza che viene dal Giappone e dopo aver viaggiato un pò qua e là, attualmente vive e lavora negli Stati Uniti. Radici e influenze della sua terra e degli altri luoghi in cui è cresciuta ritornano nelle forme e nei colori di questi lavori, traducendosi in qualcosa di diverso e ancora più personale.

“My goal is for each object to trascend its origins by being integrated into an animal form that seems alive. This process of reclamation and regeneration is liberating to me as an artist.”

Sajaka Kajita Ganz si considera un pò cittadina del mondo e il recupero di questi oggetti è il suo modo per dar loro una nuova dimensione. Una “seconda vita”, un’indentità nuova come quella di cui lei in prima persona è alla ricerca, anche attraverso la strada dell’arte.

Manuwish

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09 marzo 2010
LOOPYDAVE ART

Se vi doveste fare un giro su deaviantart soffermatevi sul profilo di LoopyDave, artista australiano di grande spessore autore di numerose illustrazioni pubblicitarie. Il suo stile è veramente speciale, le forme il modo di illustrare cattura a prima vista, ogni immagine è una storia raccontata con grande stile. La ricerca dei colori e l’interpretazione di ogni soggetto è stilisticamente perfetta. Da amare a prima vista!

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Pier

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08 marzo 2010
ANTHONY ROUSSEL JEWELLERY

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I work towards creating a perfect synthesis between jewellery and art“.

Anthony Roussel

Il giovane designer  inglese  sceglie il legno per le sue creazioni: bracciali ed anelli come piccole sculture “naturali” da indossare. Intaglio puro di forme e niente altro.

Le linee a cui si inspira sono quelle delle rocce erose dal vento e dal mare.

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L’uso di materiali selezionati con cura in giro per il mondo e di un software per la lavorazione permette incisioni precise e risultati incredibilmente artistici.

Per informazioni potete scrivere qui:

info@anthonyroussel.com

Manuwish

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05 marzo 2010
THE SCULPTURE ART OF JAMES HOPKINS

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Wasted Youth, James Hopkins, 2006

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Consumption & Consequence, James Hopkins, 2006

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In my dream there were three different doors, James Hopkins, 2006

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The Last Chord, James Hopkins, 2006

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Reclining Figure, James Hopkins, 2006

Rielaborazioni insolite.

Composizioni precise, unione di oggetti comuni e non, forme che insieme creano realtà nuove e visioni inaspettate  che non appartengono al quotidiano.

Surrealismo scultoreo.

Così mi sento di definire l’opera di James Hopkins, artista inglese che vive e lavora tra Guernsey e Londra. Un giovane tutt’altro che emergente. Inizia ad esporre nel 1998 in collettivo e  dal 2003 comincia a ottenere le sue prime personali a Roma, Parigi, Londra e New York.

Sono lavori che stupiscono, frutto dei progetti e degli studi fantasiosi dell’autore che usa concretamente la prospettiva per dar vita alle sue creazioni. Le sculture si sviluppano in tre dimensioni ma risultano accessibili tramite un unico punto di vista la cui ricerca è compito e prerogativa di chi le osserva.

Lo stile creativo unico e la ricerca che vi sta dietro stanno  alla base del valore dell’opera di Hopkins.

Sperando al più presto in una mostra in Italia, vi consiglio una visita al suo sito ufficiale che ospita una raccolta dei suoi lavori più significativi divisi per categoria.

La sezione “Perspective Sculptures” merita davvero uno sguardo particolare.

Manuwish

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03 marzo 2010
ART’S PILLS: ARTAKSINIYA ILLUSTRATIONS

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Artaksinija è una giovane illustratrice russa dal nome impronunciabile e dal viso delicato. Il suo stile semplice e pulito ammica al mondo del della moda e ai suoi protagonisti. Come lei stessa scrive nella sua biografia:

“fashion illustration is my lifeblood for the moment”

Io fra le decine di bellissimi lavori ho scelto proprio quelli da lei dedicati ad alcuni dei personaggi più iconografici del panorama fashion mondiale. Buona visione, e per la gallery completa vi invio al suo sito.

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AnnaV

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02 marzo 2010
FLICKR’S ALBUM OF THE WEEK: ALICE.FAN

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“I am not a self portrait artist. Just a photographer and a manipulator. And that’s okay. Just as long as you enjoy even one of the pieces I have come up with, my goal is complete.”

Alice.Fan si presenta con queste scarne e significative parole sul suo profilo Flickr. Il suo stile è pulito, incisivo e mai banale. L’abilità nel ritocco fotografico poi le permette di creare dei veri, piccoli capolavori. Arte nell’arte, che le riesce perfettamente.

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AnnaV

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24 febbraio 2010
ART’S PILLS: HANNAH MULLER

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Hannah Muller (aka Myltan) è una giovane illustratrice svedese dotata di indubbio talento e di un occhio del tutto particolare. I suoi soggetti privilegiti sono modelle, ritratte in pose naturali e spontanee, bellissime e vere, tanto e più di una fotografia.

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AnnaV

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24 febbraio 2010
365 GIORNI CON LAUREN WITHROW

Intervista di Pierpaolo Bironi da Wait!Magazine n°27

Lauren Withrow è una ragazza americana che vive in Texas in una cittadi- na chiamata Mckinney e da sempre ha una passione: fotografare. E’ la fotografia a scandire la sua vita, le sue emozioni, fino alla decisione di realizzare un progetto davvero singolare: immortalare sulla pellicola un anno di se stessa, con uno scatto al giorno per 365 giorni. E lo ha fatto sul serio. Le sue foto crescono di qualità con il passare dei giorni, e lei comincia a perfezionare il suo stile passando attraverso corsi di fotografia e certezze professionali. Questo talento e le sue doti sono state notate da molti in rete e WAIT! che da sempre, per filosofia, vuole essere talent scout e amicodei giova- ni artisti, ha deciso di rintracciare questa pro- metente fotografa free lance e farle qualche domanda, sicuro che presto si sentirà parlare di lei.

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P. Lauren parlaci brevemente di te e del tuo sogno.

L. Ho la passione della fotografia da sempre e sogno di poter, con i miei scatti, mostrare il mio mondo di emozioni. Vorrei diventare una fotografa affermata e creare un mio stile, che possa essere a sua volta di influenza per altri giovani artisti. La fotografia è unʼestensione di tutto il mio essere, di quello che sono. E’ proprio da questo che è partito il progetto 365: rappresentare senza alchimie, senza sotterfugi, senza filtri, la vita di una persona. In questo caso la mia, non per essere al centro dellʼattenzione o perché sono narcisista ed egocentrica, ma semplicemente perché è più semplice rappresentare me stessa che qualsiasi altro.

P. Quando scatti cosa pensi, cosa vedi nella tua testa?

L. Non te lo posso dire con precisione perché passano una miriade di pensieri che si accumulano e si traducono poi nello scatto finale.

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P. Che tecniche utilizzi per comporre una foto, se ce ne sono?

L. Nessuna tecnica. Cerco di catturare un momento, di imprigionare un istante. Mi concentro solo su quello. Eʼ tutto automatico, le variabili sono il luogo in cui mi trovo, la situazione ed il tipo di immagine che mi trovo davanti.

P. Ti ispiri a qualche modello?

L. In realtà a nessuno, cerco di fare qualcosa di nuovo e bello. Diverso da tutto.

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P. Chi è per te Lauren Withrow?

L. Una ragazza con tanti sogni e con una passione infinita per la fotografia.

P. Professionalmente sei nata da poco, sei una free lance, parlami dei tuoi progetti.

L. Ho studiato fotografia per due anni: un corso di foto in studio e uno di digitale. Sto cercando di organizzare un nuovo portfolio e una mostra che però ora è lon- tana. Recentemente ho inaugurato il mio sito ufficiale: www.laurenwithrow.com.

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P. Cosa consigli a chi, come te, vuole sfondare e magari ha perso le speranze?

L. Consiglio di non perderle. Di crederci, e continuare per la propria strada. Fare foto su foto seguire un progetto e portarlo a termine, trovare un modo di farsi cono- scere e farsi vedere senza paura, il resto, se si è bravi e si ha talento viene da sè.

P. Cosa ti aspetti dal futuro?

L. Spero di migliorare, di diventare veramente una fotografa professionista. Vorrei trovare il mio stile e trasmetterlo ad altri, suscitare pensieri ed emozioni con i miei scatti e crescere nella qualità delle mie foto. La cosa certa è che non voglio essere un granello di sabbia disperso nel mondo. Voglio distinguermi, ispirare, diventare grande.

Noi di Wait! non possiamo che farle il nostro più grande in bocca al lupo.

AnnaV

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22 febbraio 2010
PIGCHIC T-SHIRT COLLECTION

Conosco Demetra Dossi, creatrice del blog PigChic (lo trovate nei preferiti di Wait!) da parecchio tempo. Ad accomunarci la passione per il nostro lavoro di blogger e i tormentati studi in giurisprudenza.

Oggi scopro con sorpresa che Demetra non si accontenta di essere studentessa a blogger, ed ha deciso di creare una linea di tees, vendute per ora solo online, direttamente nel PigChic Store suo sito. La linea è composta da cinque tees, tre dedicate a importanti nomi nel mondo della moda e due ironiche e divertenti slogan t-shirts ovviamente inerenti al fashion system. La collezione è unisex e molto versatile: le t-shirt possono essere indossate sia di giorno che di sera, sia sopra un paio di jeans che come vestito.

Mi hanno colpita subito, per la cura e l’amore che riesco chiaramente a vedere. Non mi sono lasciata scappare l’occasione di parlarne con Demetra, per saperne qualcosa di più.

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A. Parlaci di questo nuovo progetto. Da dove è nata l’idea di realizzare una linea di tees?

D. L’idea di creare una collezione di magliette mi è venuta in mente l’ultimo anno di liceo ma per un motivo o per un altro sono sempre stata costretta a posticipare. A dicembre però mi sono decisa e, spronata da amici e parenti, ho incominciato a buttare giù le prime idee e i primi bozzetti portando finalmente a termine il progetto qualche settimana fa.

A. Hai disegnato tu le grafiche?

D. Si le ho disegnate io. Mi sono divertita molto a realizzarle perché mentre la faccia di Giorgio Armani mi è venuta subito, quelle di Naomi Campbell e Gemma Ward no, ho dovuto fare molte prove prima di ottenere un risultato soddisfacente. Ogni volta che terminavo un disegno lo facevo vedere al mio fidanzato e insieme lo confrontavamo con le foto da cui avevo tratto spunto. Il più delle volte il viso che avevo disegnato era completamente diverso da quello del personaggio.

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A. Qual’è stata, nella fase di progettazione, l’ispirazione più grande? C’è stato un momento in cui hai pensato: “Sì, questa è la frase/grafica giusta!”?

D. Non c’è stato un momento preciso, sono partita con due modelli, quello di Naomi e quello di I’m polytheistic, e poi gli altri tre sono venuti di conseguenza. Guardando la tv, sfogliando riviste, parlando con gli amici, è così che le idee mi sono venute. Mi ricordo che la frase Pink si dead mi è venuta una sera prima di andare a dormire mentre mi stavo lavando i denti mentre quella di Giorgio mentre stavo studiando!

A. Qual’è la difficoltà più grande che hai incontrato fin’ora?

D. Riuscire a conciliare tutto. Studiare, lavorare, curare il blog e dedicarmi alla collezione non è semplice, riuscire a trovare il tempo per fare tutto è davvero difficile. A volte penso di esagerare, di fare e di voler fare troppe cose, ma del resto sono io che l’ho voluto e non rimpiango alcuna scelta.

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A. E l’incoraggiamento più bello che ti hanno fatto?

D. Fino ad oggi ho ricevuto molti incoraggiamenti, ma se devo essere sincera l’incoraggiamento più grande me lo danno ogni giorno le persone che non credono nel mio progetto, che non pensano che la linea avrà successo. Sono proprio loro che mi spronano a dare il massimo.

A. Come si evolverà questo progetto?

D. Spero che sia la chiave di accesso per molte altre opportunità. In questo momento c’è qualche possibile proposta di collaborazione nell’aria ma per adesso preferisco non dire nulla e incrociare le dita.

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A. Studentessa, blogger ed ora pure stilista. Ma cosa vuole fare Demetra da grande?

D. Bella domanda. All’asilo sognavo di diventare una dottoressa, alle elementari una giornalista, alle medie volevo entrare in politica e alle superiori volevo fare la veterinaria. Alla fine mi sono ritrovata a studiare giurisprudenza sognando di diventare una giornalista di moda. Una volta laureata vorrei continuare a inseguire il mio sogno e lavorare in questo mondo. La moda mi piace a 360°, spero di riuscire a cogliere tutte le opportunità che mi verranno offerte, voi intanto incrociate le dita per me.

AnnaV

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18 febbraio 2010
FLICKR’S ALBUM OF THE WEEK: LOVE BITE’

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Capita di trovare un “oggetto privilegiato” per la propria creatività. Nella fotografia in particolare. E fra una bellissime ragazze seminude, gatti che dormono e paesaggi incantati c’è chi dedica la propria passione alla tazza di Starbucks. E come dargli torto? Alzi la mano chi non adora quegli interminabili cappuccini schiumosi.

Di Love Bite’ non sono riuscita a scoprire molto. Sul suo profilo Flickr non è indicato un sito esterno, ne sono presenti altre informazioni, ma vi lascio comunque queste bellissime foto, e quasi quasi vado a farmi un cappuccino!

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AnnaV

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