• 26 January 2011
    WAIT! PRESENTS FRANCESCA ZARROLI

    Francesca Zarroli è una giovane fotografa romana che ci ha scritto per segnalare il proprio lavoro. Ecco le sue parole:

    “Convivo con il mio spleen e non me ne libererò mai..è il mio compagno fedele che cerca impertubabile di farmi parlare ed è cosi che mi abbandono follemente a questa passione che è la fotografia. Un tempo infatti scrivevo, perchè i pensieri erano talmente prepotenti che non riuscivo a liberarmene. Oggi non li scrivo più ma cerco di esprimere il mio essere attraverso le immagini..cosicchè saranno gli altri a capire cos’è che vedo io. Vedo qualcosa nelle persone, mi ispirano, e cerco di attirarle nel mondo che più le appartiene. Ed è cosi che la mia eterna piccola insoddisfazione si dissolve.”

    Che dire. Ci è subito piaciuta per il suo talento e la sua semplicità. Ecco i miei scatti preferiti, e se volete vederli tutti fare un giro sul suo sito ufficiale.

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    Francesca Zarroli is a young roman photographer. She wrote to us to show her work. Here are her words:

    “I’m living with my spleen and I don’t ever break free… Is my faithful companion who tries to make me talk and that’s how I give myself madly from this passion that is photography. One time I wrote it, because the thoughts were so many that I couldn’t get rid them. Now I don’t write more but I try to express my being in pictures… So the others will understand what I see. I see something in people, they inspire me, and I trying to draw their world. And it’s in that way that that my eternal dissatisfaction dissolves. “

    What more can I say. We immediately liked Francesca for her talent and her simplicity. Here are my favorite shots, and if you want to see them all take a tour on her official website.

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    AnnaV

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    10 January 2011
    PAMPERO “FILM YOUR BAR”. AND THE WINNERS ARE…

    Vi abbiamo parlato un paio di mesi fa del concorso “Film your bar”, organizzato dalla Pampero Foundacion per promuovere il talento di giovani film maker italiani.

    I video caricati sono stati tantissimi, e le visualizzazioni del canale youtube dedicato ancora di più. I due vincitori sono stati premiati con una telecamera Sony HVR-Z5E (premio della giuria), strumento perfetto per il giovane documentarista e una macchina fotografica Canon 5D Mark (premio del pubblico). Ma bando alle ciance, eccovi i video. Buona visione!

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    A couple of months we told you about the contest “Film your bar”, organized by the Pampero Foundacion to promote the talent of young Italian film maker.

    Lots of videos are uploaded, and the youtube channel has been visited so many times. The two winners were rewarded with a camera Sony HVR-Z5E (Jury Prize), the perfect instrument for young documentary filmmaker, and a camera Canon 5D Mark (Audience Award). But no more talk, here’s the video. Enjoy!

    “L’altro lato del giardino dei sensi”

    “Gatta rossa”

    AnnaV

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    09 January 2011
    “ART & PIN UP”: WAIT! INTERVIEW SUSANNA CATTAI

    La sensualità senza ironia, è come una bella donna che ha perso il sorriso.

    I quadri di Susanna Cattai sono un omaggio alla bellezza vera e piena di quelle ragazze che con le loro foto riempivano gli armadietti, i muri e le tende dei soldati: ragazze “da appendere”, letteralmente “Pin up”.

    Immagini semplici, visi sereni,  forme morbide che addolcivano gli occhi di quegli uomini  e anche solo per un attimo la guerra sembrava lontana, la vita ricominciava a scorrere e si tornava ragazzi come prima di partire. Donne ben distanti dalle dive degli anni 30 e dalla loro aura severa e di mistero, perchè a quel punto c’era bisogno di ridere e desiderare o almeno, di provare a farlo.

    Le Pin Up divennero oggetto di un vero e proprio culto che ispirò vari stili e forme d’arte, protagoniste un tempo delle opere di illustratori storici come Gil Elvgreen e Norman Rockwell e oggi figure in primo piano nelle tele della Cattai: splendidi acrilici, luminosi e iperrealistici che ho avuto modo di ammirare coi miei occhi in occasione della seconda edizione del Vintage Vanitas di Cremona.

    -”Il teatro è una forma di felicità interrotta dall’esistenza”…che ruolo ha avuto per te il mondo teatrale, nei tuoi studi e nel tuo lavoro?

    Frequentare il teatro da spettatori è una piacevole “abitudine” per pochi, un semplice “diversivo” per molti e un’esperienza purtroppo del tutto sconosciuta per moltissimi. Per chi come me invece ha avuto il privilegio di lavorarci, il teatro è molto di più.

    Lavorare dietro le quinte e vedere lo spettacolo prendere forma giorno dopo giorno grazie al talento e alla passione di chi e’ protagonista sul palco così come di chi anima questo sofisticatissimo ingranaggio è una sensazione difficile da descrivere.

    La sinergia che unisce tutti in un imponente lavoro di squadra è determinante per  l’esito di ogni spettacolo.

    Sono profondamente convinta che alcune professioni plasmino e rafforzino il carattere poiché enormi sono gli sforzi e i sacrifici che richiedono. Il teatro mi ha insegnato molto soprattutto da un punto di vista umano e anche per questo rimarrà una delle esperienze più belle della mia vita.

    -Le tue scenografie hanno viaggiato oltre i confini nazionali e tu con loro immagino…quali sono le differenze culturali e professionali che hai sentito maggiormente nel vivere quotidianamente e progettare il tuo lavoro al di fuori dell’Italia?

    Le mie collaborazioni all’estero sono state innanzitutto delle piacevoli esperienze.

    Rapportarsi con altre realtà lavorative nell’ambito della scenografia e della decorazione mi ha permesso di capire come di fronte all’avanguardia di molti paesi in campo tecnologico l’Italia risponda con una preparazione di alto livello nel settore artistico.

    Sembra proprio che l’artigianato “made in Italy” sia più apprezzato oltre i confini nazionali.

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    Manuwish

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    21 December 2010
    TISCO! PRESENTS AN INTERVIEW TO DUILIO SCALICI

    Ciao Duilio, di dove sei?

    Ciao! Sono palermitano. Palermo non è la città violenta che tutti i TG dipingono, anzi, è una delle più belle città al mondo!

    Una ragione per cui fai l’artista.

    Semplicemente, non posso non farlo! Mi sentirei male se così non fosse! Per me è estremamente naturale e molte volte io non inizio un lavoro partendo da un’idea, piuttosto lo inizio a partire da un foglio bianco. Prendo in mano una matita e inizio a disegnare delle linee e queste, magicamente, diventano il soggetto del mio lavoro. Lo stesso vale per i videclip che realizzo, non c’è mai uno script, comincio sempre da un’immagine che ho nella mia testa; dopo aver filmato quest’immagine, continuo improvvisando.

    ENGLISH VERSION AFTER THE JUMP.

    Quando hai iniziato a realizzare video?

    Ho iniziato all’età di 13 anni facendo piccole produzioni in stop-motion e claymation. Il mio primo video musicale è stato un esperimento fatto con la band Troublemakers nel 2010.  In seguito il musicista The Loves mi ha contattato perché desiderava creare un pezzo per il mio primo clip, “Dream Town”. Dopo questa collaborazione, io e The Loves abbiamo realizzato un altro video “Nothing is Real”; dopo quest’ultimo ho collaborato con diversi musicisti come Bologna Violenta, Simona Gretchen, The Barbacans, Nut, Gli Ebrei, Chester Gorilla, ecc ecc.

    Tutti i videoclip realizzati da Duilio Scalici sono visibili al link dell’intervista originale su Tisco!

    Sei anche un pittore. Quanto è importante la pittura per te?

    La pittura e il disegno sono fondamentali per me. Ogni volta che completo un dipinto sono felice e quando me lo comprano è sempre difficile separarsene!

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    Daniela Petkovic

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    20 December 2010
    ANIMAL REGULATION SERIES BY DI LIU

    Una galleria fotografica davvero interessante dal giovanissimo (solo 25 anni) fotografo Di Liu. Si chiama “Animal regulation”, e gli è valso l’importante premio Lacoste Elysium 2010, organizzato con il patrocinio del Museum of the Elysium. Tutte le foto dopo il jump!

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    A very interesting photo gallery from the young (only 25 years) photographer Di Liu. It’s called “Animal Regulation, and won the major prize at Lacoste Elysium 2010, held under the auspices of the Museum of the Elysium. All photos after the jump!

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    AnnaV

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    19 November 2010
    SAROLTA BAN PHOTOALLEGORY

    sarolta-ban-2

    Magia, punto. Non credo ci siano (o siano necessarie) altre parole che possano descrivere meglio le “fotoallegorie”, come lei stessa le chiama, di Sarolta Ban.

    Ogni foto potrebbe racchiudere un mondo, di storie, si sogni, di incubi. Magia… Altre foto dopo il jump!

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    Magic, stop. I think there are (or are necessary) no other words that can describe the “photoallegory” as she calls them, of Sarolta Ban.

    Each photo could enclose a world of stories, dreams, nightmares. Magic… More pics after the jump!

    sarolta-ban Leggi il resto »

    AnnaV

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    08 November 2010
    ANDREY YAKOVLEV AND LILI ALEEVA PHOTOGRAPHER

    al10

    Andrey Yakovlev e Lili Aleeva sono una coppia di fotografi che lascia poco spazio alle parole. I loro ritratti sono bellissimi, puliti e originali, la loro personale concezione di scatto è unica. Mi piace il modo in cui inquadrano e colgono il momento, la composizione dei colori è sempre varia e perfetta per la modella che devono rappresentare. Vengono da Mosca e credetemi di strada ne hanno fatta tanta per arrivare a questa qualità. Vi lascio alcuni scatti, ma se volete vedere cose davvero uniche cliccate su questo link.

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    Andrey Yakovlev and Lili Aleeva are a couple of photographers very nice. Their portraits are beautiful, clean and original, their personal conception of shot is unique. I like the way they surround and capture the moment, the composition of colors is always varied and perfect for the model that should represent. Come from Moscow and believe they have done a lot of road to get to this quality. I leave with a few clicks, but if you want to see things truly unique click on this link.

    al

    al3 Leggi il resto »

    Pier

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    06 November 2010
    TISCO! PRESENTS: AN INTERVIEW WITH MICHELE GUIDARINI

    “Sono nato qui, nel Monte Amiata, terra incontaminata e culturalmente rimasta al Medioevo, come i luoghi e le edifici che compongono il mio paese, Arcidosso.
    Presto percepisco che ho voglia di fare altro, per questo comincio subito con studiare grafica pubblicitaria ed interessarmi al mondo dell’arte. Mi butto all’Accademia di Belle Arti di Firenze, ambiente scioccante pieno di sessantottini contemporanei che credeno di uscire e fare gli artisti con il pennello, la tavolozza, una tela fatta a mano e ritraendo nudi e paesaggi. Ho la fortuna di trovarmi a contatto col professore più pazzo della situazione e non tocco un pennello ed un colore in quattro anni, ma ritaglio, incollo, fotocopio e disegno a tratto veloce quello che penso e che mi passa per la mente.
    Migro in Svizzera dove porto avanti il mio lavoro grafico in un paio di studi importanti di Lugano e San Gallo. Torno e dopo un pò metto su uno studio grafico mio, con una stanza dedicata alla mia piccola collezione d’arte.
    Studio la comunicazione per le aziende ed istituzioni, portando avanti,allo stesso tempo, l’amore per l’arte cimentandomi nel ruolo di artista in questo folle mondo.
    Dopo aver collaborato con gallerie ed eventi di bassa scala, sbarco a Milano, collaborando con l’Art Nhow Hotel e la Rojo Gallery. Dopo un susseguirsi di esibizione e pubblicazioni su riviste entro a far parte del circolo Mondo Bizzarro Gallery, con i quali collaboro in questo momento e con i quali si prospettano progetti interessanti come Italian Pop Surrealism, un collettivo di Artisti Italiani che porta in Italia ed all’estero il lavoro prettamente italiano di questa nuova corrente, se cosi si può definire.
    Sogni? portare i miei piccoli Adolf in tutto il mondo, sono teneri.”

    Michele, se potessi definire il tuo stile, come lo definiresti?
    Mi è sempre stato difficile catalogare la mia arte, ti spiego: il mio lavoro nasce da sensazioni esterne ed interne che si mescolano e si trasformano in tratti ironici del classico vivere quotidiano. Ho sempre avuto grossi problemi ad esprimermi con le parole, con il Verbale… per questo il mio lavoro è una sorta di diario di bordo di alcuni pensieri personali che si intrecciano con la mia visione del mondo. Comunque… mi ritengo pop per le citazioni di personaggi illustri che hanno fatto la storia; mi ritengo leggermente Urban Artist per il semplice aspetto stilistico, il tratto veloce e d’impatto; a volte surrealista per la distorsione della realtà nelle forme e nelle figure; a volte Sacro per l’uso di simbolismi legati alle religioni.Insomma la mia arte la definirei uno stile “Sacre Urban Trash Pop Surrealism”.

    ENGLISH VERSION AFTER THE JUMP.

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    Daniela Petkovic

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    15 October 2010
    FOUND ON FACEBOOK #8: MICHELE GUIDARINI

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    L’artista scovato su Facebook questa settimana è italiano (di Arcidosso), classe 1981, e si chiama Michele Guidarini. In realtà è lui che ha scovato noi, e ci è piaciuto subito così tanto da decidere di dedicargli la nostra rubrica settimanale.

    I lavori di Michele sono una perfetta commistione di stili e influenze. Un po’ sacri e un po’ profani, mi ricordano quelli di uno dei miei artisti preferiti in assoluto, il cubano Carlos M. Guzman. Solo che qui c’è più ironia e colore, e nell’insieme il risultato è dissacratorio, incisivo e meno cupo. Nulla è a caso, anche se solo un osservatore attento può cogliere la perfetta giustapposizione di dettagli, particolari e richiami. Data anche la giovane età dell’artista, possiamo aspettarci davvero grandi cose. Altre foto dopo il jump!

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    The artist found on Facebook this week is Italian (of Arcidosso), born in 1981, and his name is Michele Guidarini. In reality it is he who has found us, and we loved it so much and decided to dedicate him our weekly column.

    The work of Michele is a perfect mixture of styles and influences. A bit of sacred and and a bit of profane, that remind me one of my favorite artists ever, the cuban Carlos M. Guzman. But here there is more humor and color, and overall the result is irreverent, incisive and less gloomy. Nothing is casual, even if only a careful observer can grasp the perfect juxtaposition of details and references. Also about the young age of the artist, we can expect really great things. More photos after the jump!

    11 Leggi il resto »

    AnnaV

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    07 October 2010
    WAIT! INTERVIEW MAIO

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    Prima di conoscere Maio ho “conosciuto” il suo “Bad Rabbit”, visto su facebook, o non ricordo dove. E mi è piaciuto tanto da stamparlo e appenderlo alla mia bacheca, sopra la scrivania. Quando poi ci ha contattati ho pensato fosse “destino”, e intervistarlo è stata la cosa più naturale da fare. Artista, decoratore d’interni, illustratore, grafico… dallo stile originale e immediato. Ma lasciamo che sia lui a parlare.

    A. Chi si nasconde dietro lo pseudonimo Maio, raccontaci qualcosa di te.

    M. Diciamo che Maio è il mio alter ego… E’ quella parte dentro di me che immagina, disegna e crea. E’ una sorta di luogo dove mi perdo senza pensare troppo alle sfighe quotidiane, alle bollette, alla difficoltà nel cercare di fare della propria passione un lavoro. Mi ci sono voluti parecchi anni prima di credere che quello che facevo poteva diventare qualcosa di reale. Un giorno parlando con un illustratore, gli dissi che lo invidiavo e che sognavo di poter fare quello che faceva lui, ma che ero obbligato a fare un lavoro serio… Mi rispose secco, ovviamente tagliandomi le gambe, che questo è un lavoro serio! L’ esperienza personale mi aveva distratto dal mio sogno, da quello che volevo, così decisi che mi sarei buttato credendoci per davvero! Via il vecchio e demotivato Luca Quagliotti (il mio vero nome) e avanti Maio lo pseudonimo con cui mi son sempre firmato. Per il resto vivo a Verona e ho una gatta psicopatica di nome Kiki!

    maio4

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    AnnaV

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