
Diciassette anni soltanto ed un talento unico da fotografo.
Stanley Kubrick era poco più di un ragazzino quando immortalò in uno scatto che fece epoca il viso affranto di un edicolante il giorno dopo della morte di Roosevelt.
Gli bastò questo per guadagnarsi, giovanissimo, un posto in piena regola da reporter per la rivista americana Look.

Dal 1945 a 1950, la sua opera fotografica si arricchì di giorno in giorno, e ogni fotogramma contribuì a formare quel punto di vista che fece presto a trasformarsi in genio assoluto del mondo del cinema.
Più che semplici fotografie, racconti per immagini espressivi quanto quelle delle scene dei suoi capolavori: veri e propri ritratti di vita che col senno di poi, la dicevano già lunga sul celebre futuro cinematografico.

Montgomery Clift, Stanley Kubrick, 1949

Rocky Graziano, Stanley Kubrick, 1949

Untitled, Stanley Kubrick, 1950

A tale of a shoe shine boy, Stanley Kubrick, 1947
200 di questi scatti sono ora a Milano, in anteprima mondiale in una mostra a Palazzo della Ragione, fino al 4 Luglio.
Per chi ama il maestro o per chi ha voglia di vederne un lato ancora troppo poco conosciuto, che vale la pena di scoprire.
STANLEY KUBRICK FOTOGRAFO – 1945/1950
Fino al 4 Luglio 2010
Palazzo della Ragione
Piazza dei Mercanti, 1
MILANO







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