A pag. 290 del volume “Illustration Now3″, edito da Taschen, si parla di un giovane illustratore italiano, Flavio Melchiorre. L’unico in 445 pagine. Un solo italiano a rappresentare quest’arte. Un grande onore, ma anche una grande sfida, che Flavio ha accettato con la spontaneità e la naturalezza di chi ha la fortuna di fare nella vita qualcosa che lo appassiona. Senza montarsi la testa, senza dare nulla per scontato, ma lavorando, ogni giorno più del precedente per far vedere al mondo che l’illustrazione, come arte, esiste (eccome!) anche in Italia.
Ci ha contattati per presentarci i suoi coloratissimi lavori, e non mi sono lasciata scappare l’opportunità di farci due chiacchiere.

A. Parliamo innanzitutto di te. Chi è Flavio Melchiorre?
F. Un sognatore che crede fortemente nel potere dell’immaginazione e nella possibilità di realizzare i propri pensieri, qualunque essi siano (se ci credi veramente).
A. Come sei arrivato a fare l’illustratore?
F. Direi per naturale evoluzione relativa ad una strada intrapresa oltre dieci anni fa. Disegno da sempre, mi sono innamorato della street art da ragazzino ed ho imbrattato un po di muri in passato, poi un corso biennale in grafica pubblicitaria mi ha permesso di iniziare la carriera da grafico. Tipografia prima, agenzia di comunicazione poi ed infine nell’ambito moda. Quest’ultima esperienza in particolare mi ha permesso di rispolverare la manualità del disegno.


A. Passiamo alla tua arte. Che tecnica utilizzi?
F. Non uso nessuna tecnica in particolare. Utilizzo colori, carta, vernici, tavoletta grafica e i miei fidi aiutanti adobe photoshop e illustrator. A volte uso i vettori ma il più delle volte semplice pennello digitale o non.
A. Come nasce un soggetto? Lo sviluppi seguendo un disegno preciso o ti lasci per così dire “trascinare” dalla creatività, lasciando che la mano vada dove vuole?
F. Quando realizzo i pattern vado in modalità astratta, lascio che la mano segua i miei pensieri, mi piace vedere che cosa ne uscirà fuori. Invece quando disegno soggetti figurativi solitamente ho ben in mente quello che voglio realizzare anche se a volte mi lascio trasportare dall’evolversi del disegno.


A. Descrivi le tue illustrazioni in 5 parole.
F. Poppeggianti, vive, concettuali, irrazionali, espressive. Ma credo che ci sia un termine che possa racchiuderle tutte “Trip”.
A. Unico italiano pubblicato in “Illustration now 3″, prestigioso volume di Taschen dedicato all’arte della illustrazione. Che effetto ti ha fatto vedere i tuoi lavori su quelle belle paginone patinate?
F. Sinceramente non mi sono reso conto subito della sua importanza quando ho ricevuto l’email che mi preannunciava la mia presenza all’interno del volume, mi sembrava una cosa veramente surreale. Una volta ricevuta la mia copia, sfogliando il libro mi sono sentito molto orgoglioso ed onorato di essere stato selezionato tra tanti illustratori provenienti da tutto il mondo. Infine sono rimasto un po sorpreso ed anche perplesso nel vedere che ero l’unico italiano, più che altro mi è venuto da pensare che quest’arte forse non viene abbastanza valorizzata e promossa in Italia, a differenza di altri paesi.

A. Progetti per il futuro?
F. Cercare di fare sempre quello che mi fa stare bene e magari realizzare anche qualcosa di buono per chi è meno fortunato di me.
A. Per finire, se ti diciamo “WAIT”, cosa ti viene in mente?
F. Un’alba, un semaforo rosso, una telefonata che non arriva. Una candela che lentamente si consuma ma che nel farlo continua ad illuminare la stanza fino all’ultimo istante.








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