09 marzo 2010
ROLLING STONES X ADIDAS ORIGINALS - “IN LOVE” MINIFILM

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Lui la guarda, lei gli sorride. In una bella giornata di sole splendente, un elastico blu Originals sarà il mezzo che accenderà l’amore tra lui, un signore dai capelli bianchi e il look curatissimo e lei, un’elegante signora coetanea in un parco. Che cosa attirerà la loro attenzione? Come farà una presenza fastidiosa a trasformarsi in un cupido? Come riuscirà un semplice elastico a diventare all’improvviso strumento essenziale per far sbocciare un amore?

Le risposte le trovate in In Love, il terzo minifilm prodotto da Rolling Stone Magazine per adidas Originals, diretto dalla giovane regista Viola Barbato. In Love segue Ballo di Coppia e Pettine Sonoro e, come questi due corti che lo hanno preceduto, illustra un divertente, originale e bizzarro modo di usare l’ elastico.

Lo stesso elastico blu Originals era posizionato battente sulla cover del numero di febbraio di Rolling Stone. Oltre al sito RollingStone, i 4 minivideo saranno caricati sul sito di Adidas Originals e quindi disseminati come viral sul web, passando da Youtube e Facebook.

Enjoy e non perdete tra poche settimane il quarto minivideo anche qui, sui nostri portali!

AnnaV

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08 febbraio 2010
T-SHIRT OF THE DAY: ADIDAS ORIGINALS BY JEREMY SCOTT OVERSIZE T-SHIRT

Maxi-tee in pizzo con logo in micro-paillettes. In vendita su Luisa Via Roma a 208 euro.

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AnnaV

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21 gennaio 2010
T-SHIRT OF THE DAY: ADIDAS ORIGINALS STAR WARS LIMITED EDITION TEE

A 35 euro su SuperflyDeluxe.

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AnnaV

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01 dicembre 2009
55DSL PER ADIDAS ORIGINALS TEES PACK

Continua la collaborazione fra 55DSL e Adidas Originals. Dopo la XV/55 Limited edition ecco infatti una serie di cinque tees decisamente eightees che saranno vendute questo Dicembre nei migliori store 55DSL.

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AnnaV

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27 novembre 2009
WAIT! MAG INTERVISTA OLIMPIA ZAGNOLI

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Olimpia Zagnoli vive a Milano.

Diplomata allo I.E.D. , professione illustratrice.

Primo premio della giuria al Celebrate Originality, contest di Adidas Originals & Vice Italy dedicato ai giovani creativi italiani.

Ha venticinque anni e una faccia da bambina, di quelle parecchio vivaci, che pastrocchiano dappertutto con i loro colori.

I suoi disegni sono giochi di forme semplici e poche parole. Ha il vizio di scrivere per terra, sulle strade…Il tratto dei gessetti sull’asfalto…un gesto creativo, spontaneo e genuino, che apprezzo molto.

Di lei si sta a iniziando a parlare parecchio e noi di Wait Mag abbiamo voluto conoscerla meglio.

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Ciao Olimpia, innanzitutto complimenti.

M. -Vincere è bello, a prescindere… Ma quant’è grande la soddisfazione quando la posta in gioco è la tua prima personale alla Vice Gallery di Milano?

O. - Sono stata molto contenta di vincere questa competition e soprattutto di avere avuto la possibilità di organizzare una mostra dall’inizio alla fine. Avevo già fatto mostre in giro per il mondo ma non mi era mai capitato di sentire così “mio” un progetto di questo genere. I ragazzi di Vice sono stati gentilissimi e mi hanno aiutata molto. E’ stato davvero un bellissimo premio.

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M. -I tuoi lavori sono apparsi recentemente sulle pagine New Yorker e del New York Times. Diffondere la propria arte non è impresa facile, la tua è arrivata addirittura oltreoceano. Com’è nata questa collaborazione?

O. -Sono stata a New York una settimana, a Maggio di due anni fa. Ho trovato la mail di uno degli art director del New York Times, gli ho scritto e lui mi ha convocata nel suo ufficio al settimo piano del bellissimo palazzo di Renzo Piano. Gli ho fatto vedere i miei lavori e dopo qualche mese, mi è arrivata la prima consegna. Quando poi sono tornata a New York più a lungo, è più o meno successa la stessa cosa con il New Yorker. Ho cercato di conoscere più gente possibile mentre ero lì e di far fruttare ogni contatto.

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M. -Ogni artista giunto a un certo punto del percorso arriva a chiedersi se potrà vivere della propria passione. Il talento non basta, bisogna crederci. Quando hai iniziato a capire che eri sulla buona strada per arrivare al tuo sogno?

O. -Devo ancora lavorare molto, a dire il vero, ma non ho mai smesso di crederci. E’ il lavoro che ho sempre sognato di fare e, per quanto ci siano dei momenti di sconforto, non ho intenzione di mollare. Non cambierei mai questo lavoro, per quanto instabile e a volte precario, con un qualunque altro stabile ma noioso.

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M. -Illustrare ai giorni nostri è un pò come dipingere senza pennelli, una sorta di pittura del futuro in grado di spostarsi e arrivare molto più velocemente al pubblico rispetto a una tela appesa a un muro. Dalla semplice interpretazione figurativa di un testo, oggi è sempre di più espressione personale dell’autore.
Cosa da e cosa toglie a tuo parere, a chi crea come a chi guarda, rispetto alle forme di espressività artistica più classiche e meno immediate?

O. -A dire il vero l’illustrazione è una forma artistica che c’è praticamente da sempre. Dagli egizi ai giorni nostri le cose sono cambiate molto, specialmente per quanto riguarda le tecniche, ma la sostanza rimane all’incirca la stessa. Il fatto che l’illustrazione ora abbia più visibilità e non stia solo e semplicemente tra le pagine di un libro, è una conquista. Credo però che ci sia una differenza sostanziale tra l’illustrazione e la pittura. L’illustrazione ha un fine più funzionale e commerciale, di solito accompagna un testo, può essere utilizzata per una campagna pubblicitaria, può essere un poster da arredamento, diventare un pattern per un tessuto, mentre un dipinto nasce con altri intenti e ha alle sue spalle un percorso artistico di tipo differente. Non credo si possa definire cosa sia “meglio”, sono semplicemente due forme espressive differenti. Dal mio punto di vista, cerco di fare tesoro di entrambe le cose, dai quadri di Matisse ai poster pubblicitari della Olivetti.

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M. -Ti ho intravista imbracciare una chitarra, persino un ukulele rosa (e non posso non chierderti dove l’hai pescato).
La musica è per te passione, fonte di ispirazione, parte integrante dei tuoi lavori e immagino molto altro ancora …

O. -L’ukulele rosa l’ho comprato quando ero a New York. Ho imparato a suonicchiarlo guardando dei tutorial su internet. E’ molto divertente e piuttosto semplice. La musica è molto presente nella mia vita e molti dei miei lavori, tra cui quelli esposti alla galleria di Vice fino al 4 dicembre, sono ispirati dai testi delle canzoni dei miei gruppi preferiti. Ho avuto un gruppo quando avevo 19 anni e mi sono divertita molto. Spero di averne presto un altro.

Olimpia rocks! Provare per credere.

Fino al 4 dicembre

Vice Gallery

Via Giacomo Watt 32, Milano

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18 novembre 2009
QUANTO POCO COOL ERI 15 ANNI FA?

Per festeggiare il suo quindicesimo compleanno,  55DSL in cooperazione con Adidas Originals introduce l’Experience Enhancer Device Contest.

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La domanda che vi pone è esattamente questa: quanto poco cool eri nel 1994? Io ero una ragazzina bionda e brufolosa (ma comunque piuttosto carina), innamorata follemente di Mark Owen dei Take That. Non vi farei vedere una mia foto di quel periodo nemmeno sotto tortura, ma comunque sì, non ero affatto cool. E voi lo eravate? Non vi resta che raccogliere la coraggiosa sfida di 55DSL e inviare la vostra foto più “pietosa” del 1994. Perchè farlo, mi chiedete? Perchè 55DSL è molto generosa ed i premi in palio sono tantissimi.  Ogni settimana infatti un fortunato concorrente vincerà un paio di scarpe XV/55 di edizione limitata create in collaborazione con Adidas Originals; e in più uno degli altri numerosi oggetti esclusivi creati per l’occasione del 15esimo anniversario di 55DSL. A Natale poi un  fortunatissimo concorrente vincerà un paio di scarpe XV/55 e tutti gli oggetti nate da diverse collaborazioni. Chi ha bisogno di babbo natale quando c’è 55DSL!

Per partecipare, uploadate la foto più brutta e pietosa dal 1994 al 55DSL Wall of Shame che si trova sul 55DSL.com. Non abbiate paura di tentare, le foto già uplodate sono talmente imbarazzanti da convincere anche i più timidi!

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