
12 Marzo 1967.
E da lì in poi la musica non sarebbe stata più la stessa.
Quando un vera “alternativa” c’era, loro hanno saputo afferrarla e farne una bandiera, sventolata silenziosamente almeno all’inizio ma in modo piuttosto efficace sul lungo termine.
Lou Reed insieme all’amico Sterling Morrison incontrano il gallese John Cale: a loro si unisce Angus Mc Lise, che in seguito sarà sostituito da una donna, la batterista Maureen Tucker.


Nell’America degli anni 60 nascono i primi pezzi dei Velvet Underground, ancora ben lontani dalle sale di incisione: suonati faticosamente in pubblico, ostacolati di continuo dalla censura di una nazione che ancora non è pronta ad accettarli o meglio, a farlo alla luce del sole.
Quasi sconosciuti, cadono sotto l’occhio attento e visionario di Andy Warhol. E’ lui che li nota e se li prende sotto l’ala. Disegna per loro una copertina che è subito scandalo: niente di più appropriato per un gruppo che appropriato non lo è affatto. Mette Nico (ai tempi compagna di Brian Jones, fondatore dei Rolling Stones) al loro fianco e l’avventura cominciò così.


Due giorni di registrazioni.
100 copie, 100 soltanto vendute al momento della pubblicazione.
Quarantatre anni dopo l’album sarebbe stato messo dalla rivista Rolling Stone al 13° posto tra i 500 dischi migliori di sempre.
“Sunday Morning” è un dolce benvenuto che ti accoglie nell’ascolto di un album senza precedenti.
Groviglio di suoni e angoscia.
Rumori di fondo di una New York tossica e devastata, sotterranea (come il gruppo stesso si definisce, anche nel nome). Il suono del lento sprofondare di una metropoli di individui soli, verso una fine che è l’unica possibile.


Non c’è protesta, nessun ideale o possibilità a cui aggrapparsi.
“La musica dei Velvet Underground era claustrofobicamente immersa in ambienti opprimenti. La musica dei Velvet Underground era una medicina per sopravvivere in quegli ambienti.”
“I Velvet Underground intonarono sia l’apologia trionfale sia il lamento funebre di questo mondo terribile e seducente.“
(A History Of Rock Music, Piero Scaruffi, 2009)
11 tracce paranoiche e da togliere il fiato: ansia che soffoca, ti rapisce e ti fa perdere insieme a quelli che già si stavano perdendo.
E alla fine pensi che comunque, non potresti chiedere di meglio.










Questo nostro LP è la prima stampa stereo americana del 1971 su Rolling Stones records – codice coc 59100. L’ inner sleeve del vinile da un lato presenta le tracce e le note con la famosa lingua dei “stones” e dall’altra una foto del gruppo in un momento di relax. La firma di Andy Warhol è sulla mutanda. L’ incisione del vinile è “Rolling Stones st-rs-712190 d pr”.
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