26 febbraio 2010
LE RECENSIONI DI WAIT! “BALLATE DI MALE E MIELE” DI SIMONA ORLANDO

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L’interesse per un’opera biografica su una band musicale, o pseudo tale come in questo caso, è spesso limitata alla cerchia dei fan della band stessa (i fan-atici in senso stretto, quelli del tipo feticista, quelli che vogliono sapere se al tal concerto la ragazza del cantate era davvero visibilmente incinta). Fortunatamente Simona Orlando ha voluto fare tutt’altro e in una lunga chiacchierata con Manuel Agnelli e Giorgio Prette ha esplorato gli aspetti musicali della storia degli Afterhours, i come e i perché di certe scelte, i contesti in cui si sono mossi ai loro esordi gli odierni alfieri dell’alternative rock italiano. Perciò niente spazio al gossip, alle curiosità più frivole. Il risultato è un’opera di assoluto interesse per chiunque segua una certa scena musicale ormai affermata e titolata, come dimostra anche un altro recente libro dedicato ai Marlene Kuntz. Il rock in Italia ha una sua storia e qualcuno finalmente la racconta. BEPPE DONATI

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AnnaV

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19 febbraio 2010
LE RECENSIONI DI WAIT! “NORDIC LIGHT” AA.VV.

blog27Oltre gli stereotipi. Così viene ritratta la Scandinavia negli inusuali racconti di questa antologia che raccoglie alcuni fra i suoi più validi giovani narratori. Autori che, pur mostrando di conoscere accuratamente la lezione dei vari “ismi” letterari (realismo, minimalismo e surrealismo su tutti), non esitano a mescolare le carte – coraggiosamente e oltraggiosamente – dando vita a un risultato sorprendentemente fresco e innovativo. Fra coppie in crisi e sedute di psicanalisi, giovani teppisti urbani ed estranei gentili, ciò che traspare è sempre l’incomunicabilità, l’innata difficoltà a stabilire rapporti che travalichino la cortesia più fredda e superficiale. Sullo sfondo, la terra scandinava di origine, raffigurata come una sorta di non-luogo, alla maniera della New York della celeberrima trilogia austeriana, oltre i cliché e le tradizioni. Oltre gli stereotipi, appunto. MATTEO GARLASCHI

“Nordic Light - Antologia di giovani narratori scandinavi”.

Di AA.VV, Silvia Rota Sperti (curatore).

Editore Mondadori

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AnnaV

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15 febbraio 2010
LE RECENSIONI DI WAIT! “IL BUDDA DELLE PERIFERIE” DI KANIF KUREISHI

“Mi chiamo Karim Amir e sono un vero inglese dalla testa ai piedi, o quasi.  La gente tende a considerarmi uno strano tipo di inglese, magari di una nuova razza, dal momento  che sono il prodotto di due culture. Io però me ne frego, sono inglese ( non che me ne vanti ), vengo dalla periferia meridionale di Londra e voglio arrivare da qualche parte. Forse é stata la bizzarra mescolanza di sangue e continenti, di qui e là, di senso di appartenenza e non, a rendermi irrequieto e facilmente annoiato [...]. E’ sufficiente dire che ero in cerca di guai, della prima occasione di movimento, di azione e di curiosità sessuale e questo perché l’atmosfera in casa mia era così opprimente, tetra e noiosa; lo sa il cielo perché. Ad essere sincero tutto questo mi buttava giù, ecco perché ero pronto a tutto…”

blog23Si dice che per riconoscere un buon libro bastino le prime dieci pagine. Ad Hanif Kureishi ne Il Budda delle periferie, romanzo che segnò il suo esordio narrativo nel 1990, ne occorre soltanto una, dall’incipit folgorante: “Mi chiamo Karim Amir e sono un vero inglese dalla testa ai piedi, o quasi”. Il libro racconta le vicende del diciassettenne anglo-indiano Karim e della sua famiglia, composta da un padre, il “Budda delle periferie” del titolo, dapprima guru suo malgrado, poi sempre più calato nel ruolo, una madre frustrata e incompresa, e un fratello dandy, molto meno superficiale di quanto sembri. A sconvolgere il grigio ménage familiare giunge Eva, “sfacciata”, “amorale” e “senza il minimo pudore”. Con la sua ambizione e la sua (apparente) repulsione verso i più tipici retaggi borghesi, la donna sarà la causa del divorzio dei genitori di Karim e il suo lasciapassare per un mondo fino ad allora sconosciuto. Un mondo fatto di frequentazioni artistoidi, sesso occasionale ed esperienze vissute all’insegna di un nichilismo strafottente e di una totale assenza di sensi di colpa, che fanno di Karim il classico antieroe, ributtante e fascinoso allo stesso tempo. MATTEO GARLASCHI

“Il Budda delle Periferie” di Kanif Kureishi

Editore Bompiani

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AnnaV

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04 dicembre 2009
“IL TARLO DELLA LETTURA”: IL PRIMO LIBRO DI ANOBII E’ IN LIBRERIA

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Noi di Wait già lo sapevamo. aNobii è un mondo vivo e bellissimo, e la passione degli aNobiani per la letteratura è decisamente contagiosa. La sottoscritta non compra più un libro senza aver consultato i pareri di questa community letteraria, e deve ammettere che alcuni dei libri più belli letti nell’ultimo anno li ha scovati proprio lì, navigando fra le letture degli utenti di aNobii.

Oggi questo “mondo” di consigli e passione esce dal web e diventa a sua volta un libro.  “Il tarlo della lettura” raccoglie il meglio del meglio di aNobii: i cento libri più votati dagli utenti con le cinque recensioni più votate per ciascuno, e poi le playlist dei recensori, cento bonus track e tantissime «rotte per i naviganti» per attraversare questo libro in molti modi, viaggiando tra le pagine un po’ come si naviga nel web e scoprendo autori nuovi o nuovi punti di vista su libri che conosciamo (o credevamo di conoscere) da una vita. Qui leggerete cose arbitrarie e urticanti, del tutto personali, talvolta folgoranti nella loro immediatezza: così è la vita, così sono i libri, e i Lettori.

Che dire di più? Buona lettura!

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AnnaV

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