• 09 April 2010
    “SCHIELE E IL SUO TEMPO” @PALAZZO REALE, MILANO

    01

    Egon Schiele allo specchio, 1915


    Palazzo Reale riserva sempre delle belle sorprese.

    L’ultima è una mostra che ruota principalmente intorno alla produzione, breve quanto intensa,  nonchè all’indimenticabile personalità di Egon Schiele. Il piatto forte da solo potrebbe anche bastare ma il contorno non è da meno: dipinti di Klimt, il suo maestro, accanto ad opere di Gerstl, Moser, Kokoschska e altri colleghi contemporanei ricostruiscono il volto dell’Austria di fine ottocento.

    Lo sfondo è quello di una Vienna a cavallo tra due secoli, immersa in un momento storico e sociale culturalmente denso e segnato da profondi cambiamenti.

    Lo sviluppo della psicoanalisi di Freud, la prima guerra mondiale alle porte ma soprattutto la nascita della Secessione viennese e il ruolo rivoluzionario che questa riveste nell’ambito del design, dell’architettura e della sensibilità artistica dell’Europa intera.

    s477719c

    Gli artisti della “Secession” di Vienna, in uno scatto di Moritz Nahr


    Un movimento nuovo, di rottura. Un collettivo di teste matte, che si batte non tanto per il rifiuto del passato accademico quanto in nome di un diritto ad esprimersi attraverso ogni forma d’arte al solo fine della creazione, svincolati dalla logica della vendita.

    Il pensiero che ne è alla base può star tutto in una frase, incisa all’ingresso del Palazzo della Secessione:

    “Per ogni tempo la sua arte. Per ogni arte la sua libertà.”


    egon_schiele_079

    Autoritratto con alchechengi, Egon Schiele, 1912


    Egon Schiele nasce e inizia a dipingere sotto questa nuova spinta, arrivando poi persino a superarla: diventa così uno dei massimi esponenti dell’Espressionismo, grazie a quella carica emozionale profonda e contorta che esplode nel tratto deciso dei disegni e in quell’uso del colore che abbraccia tutte le sfumature delle passioni.

    La sua pittura è puro erotismo introspettivo, corpi che parlano il linguaggio dell’anima. Ritratti e autoritratti di consistenza umana e psicologica ineguagliabile.

    Della sua vita e della sua persona si è detto di tutto e anche di più. Un’esistenza in fuga, segnata da accuse continue di perversione e dall’esperienza dolorosa e formativa del carcere.

    800px-egon_schiele_03824164642

    “Ragazza inginocchitata appoggiata sui gomiti”, Egon Schiele, 1917


    Sofferenza e crescita professionale vanno di pari passo lungo la stessa strada e anno dopo anno Schiele arriva a quello che sarà definito il punto massimo e ultimo della sua maturazione artistica: la sua produzione viene interrotta bruscamente insieme alla sua vita, stroncata da quella stessa influenza spagnola che qualche giorno prima si portava via anche la sua musa e compagna di vita, Edith Harms.

    schiele-reclining-wo3c02c

    “Donna distesa”, Egon Schiele, 1917


    La guerra è finita e io devo andare. I miei quadri saranno esposti in tutti i musei del mondo“.

    Le ultime parole di un artista che muore a soli 28 anni, lasciando il segno indelebile di una carriera finita troppo presto, dal valore unico.

    Dal 23 Febbraio al 6 Giugno 2010

    “Schiele e il suo tempo”

    Palazzo Reale

    Piazza del Duomo, 12

    Milano

    Manuwish

    Commenti (0) Art, Events

    22 March 2010
    AIME’ MAEGHT & I SUOI ARTISTI @PALAZZO DEI DIAMANTI FERRARA

    maeght-cane

    Aimé Maeght e il suo cane accanto alla scultura di Giacometti.

    derriere
    Alcune litografie originali, copertine della rivista “Derrière le Miroir” edita da Maeght.

    Dal 28 Febbraio al 2 Giugno il Palazzo dei Diamanti di Ferrara ospita questa mostra che ruota interamente intorno alla figura dell’editore e gallerista parigino Aimè Maeght come filo conduttore che tenne insieme molti nomi celebri della pittura e scultura del Novecento. Insieme alla moglie Marguerite,  seppe riunire personalità di ogni genere e corrente, che esposero presso di lui e con lui condivisero amicizia e la passione per l’arte.

    Arte come ragione e motore di vita: una visione comune che portò alla creazione nel 1964 di quella che fu definita “l’opera totale”, la Fondazione Maeght.

    189001

    Catalogo della mostra “Le Surralisme en 1947″ ad opera di Marcel Duchamp.

    giacometti

    Lo scultore Alberto Giacometti tra le sue sculture.

    L’edificio, realizzato dall’architetto catalano Josep Llouis Sert nel sud della Francia, nacque con l’intento di rappresentare un centro nevralgico per  lo scambio tra discipline creative (che comprendevano danza, musica e rappresentazioni teatrali), nonchè per accogliere opere di autori, o come avrebbero loro per primi tenuto a precisare, amici della coppia.

    Picasso, Mirò, Braque, Bonnard, Léger, Chagall,  Kandinsky, Calder, Giacometti e molti altri parteciparono attivamente alla creazione della struttura e alle attività che si svolgevano all’interno e all’esterno di essa, nel giardino che la circonda.

    kandinsky_nodo_rosso

    “Nodo Rosso”, Kandinsky.

    mcgb_raa_1208_02
    “Portrait Of Marguerite Maeght”, Henry Matisse

    Un contenitore dal valore incalcolabile, un museo immerso nel verde della provenza, frutto finale di un percorso di sperimentazione e avanguardia negli anni più ferventi del secolo scorso.

    A raccontarcelo in tutto il suo fascino ci pensa questa mostra preziosa e piena di emozioni che vale la pena di non lasciarsi scappare.

    maebar

    La Fondazione Maeght, Saint Paul de Vence (Nice)

    maeght-f18

    Aimè Maeght insieme al pianista compositore Duke Ellington nei locali della Fondazione.
    Dal 28 Febbraio al 2 Giugno 2010

    Aperto tutti i giorni, feriali e festivi.

    Orari: 9.00-19.00

    Palazzo dei Diamanti

    Ferrara.

    Manuwish

    Commenti (0) Art, Events

    19 March 2010
    20/3/2010: “I PARK ART DAY” IN ROME, MILAN, TURIN, PARIS AND LIMA

    14344_189749873294_189748118294_3082829_1011494_n

    L’Arte è libertà.

    Non ha spazi nè tempi precisi.

    I PARK ART” la fa uscire dai musei e arrivare sull’asfalto sotto al cielo della città, quale sia poco importa.

    Il progetto nasce da un’idea di Mattia Paco Rizzi.

    Il lampo di genio è stato quello di usare insolitamente i parcheggi a pagamento nelle piazze e lungo le vie, trasformate in gallerie artistiche all’aperto.

    L’unico biglietto da acquistare è quello della sosta.

    Alla fine non si compra altro che qualche metro di strada per poche ore: è così che gli artisti si riprendono la possibilità di mettere in mostra le loro opere, al di fuori delle logiche del guadagno e delle barriere degli interessi commerciali che inquinano il diritto all’espressione della creatività.

    Chi lo desidera può esporre i suoi lavori dopo una semplice richiesta di partecipazione.

    Domani è il primo “I Park Art Day”, con allestimenti in contemporanea a Roma, Milano, Torino, Lima e Parigi.

    Stavolta l’arte vi arriva sotto casa: non ci sono più scuse per non andare a goderne.

    documenti1

    Manuwish

    Commenti (0) Art, Events, New Talents

    15 February 2010
    “DONNA. AVANGUARDIA FEMMINISTA NEGLI ANNI ’70″ @G.N.A.M. ROMA

    3261b

    Francesca Woodman,  Self Portrait.

    helena-almeida-ouve-me

    Helena Almeda, Ouve me

    1189

    Renate Bertlmann, Let’s dance together

    untitled3-vi

    Cindy Sherman, Untitled film still series

    ph23-thumb-500xauto-36

    Birgit Jurgenssen, Nest

    Tra pochi giorni, presso la Galleria Nazionale di Arte Moderna e contemporanea di Roma, ha inizio la mostraDonna. Avanguardia femminista negli anni ’70 dalla Sammlung Verbund di Vienna.

    L’evento propone 200 opere di quelle donne che nell’arte hanno saputo affrontare i temi legati alla femminilità, rifiutando i clichés e concentrandosi su quelli più scomodi.

    Esplorando e scandalizzando hanno ottenuto conquiste che oggi sono nostre anche grazie a loro.

    Un lavoro d’avanguardia e di coraggio, contro la censura di non essere uomini, che ha aperto molte strade di libertà espressiva e non solo a partire dagli anni ’70 in poi.

    Le 17 artiste espongono grazie ad una collaborazione con la Summlung Verbund di Vienna, una collezione d’impresa che nasce nel 2004 e comprende artisti di grande importanza dagli anni Settanta fino ad ora.

    Dal 19 Febbraio al 16 Maggio 2010

    G.N.A.M. – Galleria Nazionale di Arte Moderna e contemporanea

    Viale delle Belle Arti, 131

    Roma

    Manuwish

    Commenti (1) Art, Events

    04 February 2010
    ROY LICHTENSTEIN EXIBITION: “MEDITATIONS ON ART”

    808-5143_opera-di-roy-lichtenst

    Pop is the culture of everything with a price-tag
    E questo basterebbe già a spiegare tutto.

    Certo, ci sarebbe da chiedersi dove sta il segreto: cos’è quell’ingrediente magico che dopo 60 anni continuamo a trovarci nel piatto e non ci fa smettere di amarla, rivederla, imitarla all’infinito.

    La questione in fondo è semplice. Quasi, guarda un pò, popolare.

    Ciò che è visto e rivisto, stradiffuso, vendibile e colorato nelle mani della pop art assume quel valore aggiunto che va oltre il commerciale, prende la forma del bello ma soprattutto diventa “nostro“. Ancora una volta e ancora di più.

    Come un fumetto che compri, leggi e poi ritrovi appeso ai muri di un museo.

    lichtenstein_peeled_lemon

    sunrise

    Roy Lichtestein con la sua opera e quel retino tipografico di puntini colorati al pari di una firma, ha definitivamente consacrato l’America come mamma e nutrice di questa corrente artistica e adesso arriva a Milano per chiarire il concetto.

    Cento opere divise in sezioni tematiche che ripercorrono tutta la sua produzione, dagli anni ’50 alla fine dei ’90: i primi dipinti poco conosciuti, il boom dei Cartoon-Paintings, le nature morte “quotidiane”.

    Foto, articoli e filmati le accompagnano e completano il ritratto di vita e personalità dell’artista.

    La mostra, in collaborazione con la Roy Lichtenstein Foundation, è a cura di Gianni Mercurio già creatore della splendida antologica di Andy Warhol in Italia e questo non può che promettere bene.

    155521

    Dal 27 GENNAIO al 30 MAGGIO 2010

    TRIENNALE di MILANO

    Orari: 10.30 – 20.30 (fino alle 23.oo Giovedì-Venerdì)

    Chiusura: Lunedì.

    window1

    Manuwish

    Commenti (0) Art, Events

    14 December 2009
    “LOVE ME FENDER” EXIBITION

    lovemefenderbologna

    “Love me Fender…love me sweet…”

    Cosa c’è di più dolce da stringere tra le mani di una Strato dei primi anni sessanta, corpo e manico rovinati da ore di prove e passione … Magari color “Surf Green”, come quella dei Beach Boys da cui prende il nome o la celebre BJ del leader Green Day. (Potrei scambiarla giusto con una Epiphone semiacustica archtop  ed un libro speciale, ma forse è meglio tenere a bada la fantasia)

    bj771

    Una storia che dura da 60 anni: 60 anni di mito, di culto assoluto, di immaginario comune che non smette di risuonare nelle teste dei maniaci del genere come in quelle dei profani.

    Tutto iniziò nel lontano 1951 dall’idea e dal sudore di Leo Fender, un signore molto lungimirante che voleva cambiare le cose e carte in tavola con l’invenzione di una chitarra elettrica a corpo pieno e due pick up, dal design tanto semplice quanto diverso dagli standard dei tempi… Quella chitarra si chiamava Telecaster e da lì a qualche anno sarebbe finita tra le braccia di geni del rock che non credo abbiano bisogno di presentazioni.

    joe-strummer-tele

    theflat

    Il fratellino nato nella stesso anno non fece certo meno rumore, considerando che il Precision Bass fu il primo basso elettrico della storia, con tasti sul manico e amplificabile.

    Due creazioni che in poco tempo cambiarono il suono, le abitudini e il gusto, i sogni ed il futuro di una generazione e di quelle che seguirono.

    Una rivoluzione socio-musico-culturale, che raggiunse il suo apice nel 1954, con le forme morbide e sinuose di una femmina che avrebbe fatto perdere la testa a Jimi Hendrix in persona…  la Fender  Stratocaster è stata e rimane ad oggi la chitarra elettrica per eccellenza, la più imitata e amata di sempre.

    rockroll_026_jimi_hendrix

    Sembra impossibile pensare che appena uscita la ragazza se la filarono davvero in pochi…se vi dico che uno dei primi ad accorgersi del potenziale fu un giovane di Liverpool che insieme al suo amico Paul fondò la rock band più celebre del ventesimo secolo, vi viene in mente niente?

    lennon_strat031

    Nell’epoca degli anni ’00 (dove ancora non si è capito sei il doppio zero sta a significare il vuoto raddoppiato o l’entrata in un nuovo millennio), di un decennio (quasi) di mp3 e Guitar Hero, di case di moda che firmano acustiche che avresti voglia di sbattere al muro in preda al disgusto e non al delirio della performance…Bè, una mostra tributo all’ Elettrica (con la E maiscola) è quasi commovente o forse una reazione naturale di chi di quell’oggetto si è innamorato presto e non ha smesso più.

    Il Museo Internazionale della Musica di Bologna dal 12 dicembre al 31 gennaio ci accoglie tutti quanti,  senza chiederci niente se non di dimenticarci per qualche ora di playstation, I Pod e chitarre griffate per lustrarci gli occhietti con fotografie e dipinti,  riviste ed Lp introvabili insieme alle opere create in onore di questo evento da quotati artisti contemporanei come Marco Lodola, Andy, Nicola Bolla e molti altri.

    25 autori rendono omaggio all’ unione perfetta tra arte e musica, il tutto accompagnato da naturalmente da loro… Le protagoniste assolute della favola Fender.

    Manuwish

    Commenti (0) Events, Music

    • Newsletter

      Loading...Loading...


    Visit also: Wait! Fashion

    Visit also: Wait! Models

    Visit also: Wait! Music

    Visit also: Wait! Green


    Blog Master

    Authors

    Read Wait! online