
L’artista scovato su Facebook questa settimana è italiano (di Arcidosso), classe 1981, e si chiama Michele Guidarini. In realtà è lui che ha scovato noi, e ci è piaciuto subito così tanto da decidere di dedicargli la nostra rubrica settimanale.
I lavori di Michele sono una perfetta commistione di stili e influenze. Un po’ sacri e un po’ profani, mi ricordano quelli di uno dei miei artisti preferiti in assoluto, il cubano Carlos M. Guzman. Solo che qui c’è più ironia e colore, e nell’insieme il risultato è dissacratorio, incisivo e meno cupo. Nulla è a caso, anche se solo un osservatore attento può cogliere la perfetta giustapposizione di dettagli, particolari e richiami. Data anche la giovane età dell’artista, possiamo aspettarci davvero grandi cose. Altre foto dopo il jump!
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The artist found on Facebook this week is Italian (of Arcidosso), born in 1981, and his name is Michele Guidarini. In reality it is he who has found us, and we loved it so much and decided to dedicate him our weekly column.
The work of Michele is a perfect mixture of styles and influences. A bit of sacred and and a bit of profane, that remind me one of my favorite artists ever, the cuban Carlos M. Guzman. But here there is more humor and color, and overall the result is irreverent, incisive and less gloomy. Nothing is casual, even if only a careful observer can grasp the perfect juxtaposition of details and references. Also about the young age of the artist, we can expect really great things. More photos after the jump!
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AnnaV
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C’è un particolare che mi ha subito affascinato di Drew Wood. Guardate la foto in alto. Dipinge con le mani. Le sue tele sono vive e pulsanti, il colore diventa materico e fisico. Un mix di caos e bellezza. Andrebbe guardato da vicino e toccato. Per ora posso solo accontentarmi di queste foto, lasciando parlare lo stesso Drew dal suo sito:
“L’uso che faccio del colore, delle textures e della forma è l’espressione del mio stato d’animo in quel momento. Dipingo quello che sento. A volte ho già un’idea di quello che voglio creare. Ma di solito, le opere che mi danno più soddisfazione sono quelle che nascono da un errore, da un incidente sulla tela. Il mio obiettivo è quello di suscitare una risposta emotiva di chi guarda. Può essere completa estasi o disgusto. Fino a quando la mia arte suscita interesse nello spettatore, sento che il mio lavoro come artista è completo.”
There is a detail that immediately fascinated me about Drew Wood.. Look at the picture above. He paints with his hands. His canvases are alive and vibrant, the color becomes physical and material. A mix of chaos and beauty. Should be closely watched and touched. For now I can only satisfy me with these pictures, leaving Drew speak about his art from his web site:
“My use of color, texture, and form is an expression of my current state of mind; I paint what I feel. Sometimes I will have a preconceived idea of what I want to create. But usually, my most fulfilling artwork is when a mistake or accident flows onto the canvas. My goal is to elicit an emotional response from the viewer. And that might be complete exhilaration or wretchedness. As long as the piece is affecting the viewer, I feel my work as an artist has been achieved.”

Altre foto dopo il jump/ More photos after the jump.
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AnnaV
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Non è mai facile scegliere. Ormai fra i nostri più di 2000 amici si possono trovare dei veri “artisti”, per i quali gli “i like” sono superflui. Questa settimana però la mia attenzione è stata prepotentemente attratta da Duy Thang Nguyen e da questo lavoro in particolare:
It’s never easy to choose. Now among our more than 2,000 friends we can find some real “artists”, for which “the like” are superfluous. This week, however, my attention was strongly attracted by Duy Thang Nguyen and from this work in particular:
Confusione, simmetria, misticismo ed un richiamo intelligente e chiaramente critico al consumismo moderno, con l’iconografico Washington e la scritta “Uomo, qual’è il tuo prezzo?”. La stessa sottile intelligenza la troviamo ovunque, dando una scorsa al suo portfolio, insieme ad una costante ricerca di precisione e complessità nei dettagli. Davvero interessante, dateci un occhio. Altre foto dopo il jump!
Confusion, symmetry, mysticism and an intelligent and crearly critical point to modern consumism, with the iconographic Washington and the sentence “Human, what is your price?”. The same fine intelligence is found everywhere, giving a look at his portfolio, together with a constant quest for precision and complexity in the details. Really interesting! More pics after the jump!

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AnnaV
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Mi è bastato vedere l’immagine del profilo di Pamela Dzaet Hill per sapere che avrei adorato i suoi quadri. Meno di 100 pixel. Dando una rapida scorsa alle sue pics, non ho potuto che confermare quella prima impressione. Colletti inamidati, visi pallidi in cui spiccano piccoli occhi penetranti e inquietanti, capelli quasi sempre rossi, sciolti e ribelli o raccolti, a formare acconciature complesse e artificiose. Regine che rimandano all’immaginario shakespereano ed alla sua sovrana protettrice in particolare: Elisabetta Prima. E poi rami, corvi, echi di foreste misteriose e affascinanti.
Un’arte che si odia o si ama alla follia. Per me è assoluto amore.
I just look at the profile picture of Pamela Dzaet Hill to know that I loved her art. Less than 100 pixels. Looking at her pics, I could only confirm that first impression. Big collars, white faces with small piercing and scary eyes, hair often red, loose and rebels or collected to form complex and artificial hairdos. Queens recalling the Shakespeare’s imaginary, and in particular Elizabeth The First. And branches, crows, echoes of mysterious and fascinating forests.
A kind of art that you hate or love at the first sight. For me is absolutely love!


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AnnaV
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Mi è bastata un’occhiata per trovare i lavori di Inept Art estremamente familiari. Leggendo la sua biografia ho capito il perchè. Chi di quelli che erano bambini negli anni ’80 può dimenticare quella favolosa, mitica, indimenticabile stagione di cartoni animati fantascentifici e futuristici come i vari Daitan, Mazinga, ecc? E’ in quel mondo che Inept Art ha trovato ispirazione, più tardi mescolato con nuove ispirazioni hardcore punk. Il risultato? Giudicate voi.
I took just one look to find the work of Inept Art extremely familiar. Reading his biography I understood why. Who among those who were children in the ’80s can forget that fabulous, legendary, unforgettable season of cartoons science fiction and futuristic as the various Daitan, Mazinger, etc.?
And in that world Inept Art has found inspiration, later mixed with hardcore punk influences, creating new inspirations. The result? Judge for yourself.
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AnnaV
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Questa settimana “Found on Facebook” è Robert Tirado.

Robert Tirado è un artista venezuelano che nelle sue creazioni unisce sapientemente illustrazione manuale e digitale con la progettazione grafica e la pittura. La sua principale ispirazione è la bellezza femminile, ma non solo: musica, arte, geometria, moda. Le sue opere sono un perfetto mix di tutti questi elementi. Proprio per questa sua versatilità ha lavorato con gruppi musicali, riviste di moda, marchi e produttori indipendenti. Il sue illustrazioni sono finite un po’ dappertutto: pagine web, oggettistica, murales, abbigliamento, serigrafie su portatili e smartphone…
Uno stile immediato e affascinante.
Per saperne di più visitate il suo blog www.roberttiradoart.blogspot.com o il suo official website.
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AnnaV
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Il secondo artista della nostra nuova rubrica “Found on Facebook” è Brandt Hardin.


Brandt è, come egli stesso si definisce un “self-taught pop surrealist artist”. Vive a Clarksville, in Tennesse, e in un colorato mondo parallelo, quello dei suoi quadri, fatto di strani volti stravolti, enormi bocche e occhi, colori vividi e invitanti. Come una moderna e surreale Guernica (si può essere più surreali che in Guernica?).
Fatevi un giro nella sua gallery online, dove potete anche acquistare delle riproduzioni in serie limitate dei suoi artworks più belli.
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AnnaV
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Facebook ormai è diventato una parte intergrante del lavoro di ogni blog. La nostra pagina Facebook ci riserva ogni giorno piacevoli sorprese. Insieme al nostro fratellone Waitfashion stiamo diventando una vera community con centinaia, o meglio migliaia di iscritti.
E proprio perchè la nostra intenzione è quella di un continuo scambio di idee, progetti e impressioni con i nostri “fans”, oggi nasce questa nuova rubrica: “Found on Facebook”, dedicata ad artisti, fotografi, creativi e chi più ne ha più ne metta, che ci hanno scelti, e che noi ripaghiamo con un po’ di visibilità. E’ stato davvero difficile scegliere.
Il primo “found on Facebook” è Jon Hoffman, giovane artista e tatuatore statunitense, di Las Vegas, ma ora residente nel Missouri, a Branson.

Trovo bellissime le parole che lo stesso Jon usa per farsi conoscere su Facebook:
“Nella maggior parte degli artisti la passione per l’ arte nasce quando si è ancora molto giovani. Come si invecchia, si comincia a capire l’impatto che ha sulle persone. E’ come una forma di comunicazione in grado di emozionare, senza dire o scrivere alcunché.
I nostri cervelli sono più potenti di quanto siamo portati a pensare. La vita che viviamo, le cose che impariamo e ci sono insegnate, creano le nostre emozioni e ci rendono capaci di giudicare. Dal mio punto di vista però non siamo solo ciò che ci viene insegnato. Nasciamo con la consapevolezza che esiste molto più di quello che i nostri occhi riescono a vedere. Siamo affamati di conoscenza, oltre la nostra esistenza su questo mondo.
Credo che l’arte non è solo mettere il colore a qualcosa o cercare di creare un quadro perfetto. E’ ciò che ci permette di entrare in contatto con ciò a cui non possiamo credere. E’ irrealtà. L’arte non si limita a ciò che ti viene insegnato, è la tua scoperta della vita, e del mondo in cui vorresti vivere.”
Sono perfettamente daccordo.
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AnnaV
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