• 18 April 2011
    WAIT! INTERVIEW ENYOU

    Come sapete Wait! è sempre felice di presentare nuovi talenti nel mondo dell’arte, della fotografia, della letteratura, del design, e chi più ne ha più ne metta. Oggi vogliamo parlarvi di Enyou (vero nome Claudia Guariglia), giovanissima fotografa salernitana piena di talento e voglia di mettersi in gioco.

    Prima di tutto parlaci un po’ di te. Chi è Enyou?

    Sono una ragazza di 22 anni di Salerno, residente a Roma dove sono in procinto di laurearmi all’Accademia di Belle Arti. Ho sempre avuto una spiccata passione per il disegno, passione che ho coltivato negli anni, dilettandomi ogni tanto anche di fotografia. Col tempo però disegnare mi è risultato sempre più difficile, forse perchè crescendo le aspettative e gli obiettivi che mi ponevo erano maggiori e i risultati non andavano di pari passo, ma le cose sono cambiate quando un annetto fa circa ho comprato la mia attuale macchina fotografica, una canon eos 1000d. Quando ho cominciato a “giocarci” un pò ho capito che la fotografia avrebbe potuto essere anche qualcosa di più che una passione puramente “collaterale” al disegno, ed è stato a dir poco liberatorio. Questioni artistiche a parte, amo un pò le solite cose che amano tutti: mi piace leggere, scrivere, amo il cinema, la musica, e ho una sorta di feticismo per l’ora del tè.

    Fotografa per diletto, per lavoro, o tutti e due?

    Tutti e due, o almeno spero! Al momento se si parla di fotografia e soldi, purtroppo per me sono sempre soldi in uscita, devoluti in attrezzatura, pellicole, libri di fotografia e quant’altro. Ma sul fatto che con la fotografia voglio lavorarci e, se possibile, viverci non ho dubbi. Mi piacerebbe tantissimo lavorare nella fotografia di moda, quando sfoglio riviste come Vogue rimango sempre a bocca aperta. Intanto sto provando a cercare lavoro presso un fotografo, e nel frattempo continuo a esercitarmi e sperimentare, sperando così di arrivare a produrre prima o poi qualcosa di abbastanza bello e interessante che mi possa portare a fare della fotografia qualcosa di più di una semplice passione.

    ENGLISH VERSION AFTER THE JUMP!

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    AnnaV

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    26 January 2011
    WAIT! PRESENTS FRANCESCA ZARROLI

    Francesca Zarroli è una giovane fotografa romana che ci ha scritto per segnalare il proprio lavoro. Ecco le sue parole:

    “Convivo con il mio spleen e non me ne libererò mai..è il mio compagno fedele che cerca impertubabile di farmi parlare ed è cosi che mi abbandono follemente a questa passione che è la fotografia. Un tempo infatti scrivevo, perchè i pensieri erano talmente prepotenti che non riuscivo a liberarmene. Oggi non li scrivo più ma cerco di esprimere il mio essere attraverso le immagini..cosicchè saranno gli altri a capire cos’è che vedo io. Vedo qualcosa nelle persone, mi ispirano, e cerco di attirarle nel mondo che più le appartiene. Ed è cosi che la mia eterna piccola insoddisfazione si dissolve.”

    Che dire. Ci è subito piaciuta per il suo talento e la sua semplicità. Ecco i miei scatti preferiti, e se volete vederli tutti fare un giro sul suo sito ufficiale.

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    Francesca Zarroli is a young roman photographer. She wrote to us to show her work. Here are her words:

    “I’m living with my spleen and I don’t ever break free… Is my faithful companion who tries to make me talk and that’s how I give myself madly from this passion that is photography. One time I wrote it, because the thoughts were so many that I couldn’t get rid them. Now I don’t write more but I try to express my being in pictures… So the others will understand what I see. I see something in people, they inspire me, and I trying to draw their world. And it’s in that way that that my eternal dissatisfaction dissolves. “

    What more can I say. We immediately liked Francesca for her talent and her simplicity. Here are my favorite shots, and if you want to see them all take a tour on her official website.

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    AnnaV

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    19 November 2010
    SAROLTA BAN PHOTOALLEGORY

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    Magia, punto. Non credo ci siano (o siano necessarie) altre parole che possano descrivere meglio le “fotoallegorie”, come lei stessa le chiama, di Sarolta Ban.

    Ogni foto potrebbe racchiudere un mondo, di storie, si sogni, di incubi. Magia… Altre foto dopo il jump!

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    Magic, stop. I think there are (or are necessary) no other words that can describe the “photoallegory” as she calls them, of Sarolta Ban.

    Each photo could enclose a world of stories, dreams, nightmares. Magic… More pics after the jump!

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    AnnaV

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    15 October 2010
    FOUND ON FACEBOOK #8: MICHELE GUIDARINI

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    L’artista scovato su Facebook questa settimana è italiano (di Arcidosso), classe 1981, e si chiama Michele Guidarini. In realtà è lui che ha scovato noi, e ci è piaciuto subito così tanto da decidere di dedicargli la nostra rubrica settimanale.

    I lavori di Michele sono una perfetta commistione di stili e influenze. Un po’ sacri e un po’ profani, mi ricordano quelli di uno dei miei artisti preferiti in assoluto, il cubano Carlos M. Guzman. Solo che qui c’è più ironia e colore, e nell’insieme il risultato è dissacratorio, incisivo e meno cupo. Nulla è a caso, anche se solo un osservatore attento può cogliere la perfetta giustapposizione di dettagli, particolari e richiami. Data anche la giovane età dell’artista, possiamo aspettarci davvero grandi cose. Altre foto dopo il jump!

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    The artist found on Facebook this week is Italian (of Arcidosso), born in 1981, and his name is Michele Guidarini. In reality it is he who has found us, and we loved it so much and decided to dedicate him our weekly column.

    The work of Michele is a perfect mixture of styles and influences. A bit of sacred and and a bit of profane, that remind me one of my favorite artists ever, the cuban Carlos M. Guzman. But here there is more humor and color, and overall the result is irreverent, incisive and less gloomy. Nothing is casual, even if only a careful observer can grasp the perfect juxtaposition of details and references. Also about the young age of the artist, we can expect really great things. More photos after the jump!

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    AnnaV

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    07 October 2010
    WAIT! INTERVIEW MAIO

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    Prima di conoscere Maio ho “conosciuto” il suo “Bad Rabbit”, visto su facebook, o non ricordo dove. E mi è piaciuto tanto da stamparlo e appenderlo alla mia bacheca, sopra la scrivania. Quando poi ci ha contattati ho pensato fosse “destino”, e intervistarlo è stata la cosa più naturale da fare. Artista, decoratore d’interni, illustratore, grafico… dallo stile originale e immediato. Ma lasciamo che sia lui a parlare.

    A. Chi si nasconde dietro lo pseudonimo Maio, raccontaci qualcosa di te.

    M. Diciamo che Maio è il mio alter ego… E’ quella parte dentro di me che immagina, disegna e crea. E’ una sorta di luogo dove mi perdo senza pensare troppo alle sfighe quotidiane, alle bollette, alla difficoltà nel cercare di fare della propria passione un lavoro. Mi ci sono voluti parecchi anni prima di credere che quello che facevo poteva diventare qualcosa di reale. Un giorno parlando con un illustratore, gli dissi che lo invidiavo e che sognavo di poter fare quello che faceva lui, ma che ero obbligato a fare un lavoro serio… Mi rispose secco, ovviamente tagliandomi le gambe, che questo è un lavoro serio! L’ esperienza personale mi aveva distratto dal mio sogno, da quello che volevo, così decisi che mi sarei buttato credendoci per davvero! Via il vecchio e demotivato Luca Quagliotti (il mio vero nome) e avanti Maio lo pseudonimo con cui mi son sempre firmato. Per il resto vivo a Verona e ho una gatta psicopatica di nome Kiki!

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    AnnaV

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    08 September 2010
    FOUND ON FACEBOOK #6: DUY THANG NGUYEN

    Non è mai facile scegliere. Ormai fra i nostri più di 2000 amici si possono trovare dei veri “artisti”, per i quali gli “i like” sono superflui. Questa settimana però la mia attenzione è stata prepotentemente attratta da Duy Thang Nguyen e da questo lavoro in particolare:

    It’s never easy to choose. Now among our more than 2,000 friends we can find some real “artists”, for which “the like” are superfluous. This week, however, my attention was strongly attracted by Duy Thang Nguyen and from this work in particular:

    47918_425140887211_667607211_5500027_7139809_nConfusione, simmetria, misticismo ed un richiamo intelligente e chiaramente critico al consumismo moderno, con l’iconografico Washington e la scritta “Uomo, qual’è il tuo prezzo?”. La stessa sottile intelligenza la troviamo ovunque, dando una scorsa al suo portfolio, insieme ad una costante ricerca di precisione e complessità nei dettagli. Davvero interessante, dateci un occhio. Altre foto dopo il jump!

    Confusion, symmetry, mysticism and an intelligent and crearly critical point to modern consumism, with the iconographic Washington and the sentence “Human, what is your price?”. The same fine intelligence is found everywhere, giving a look at his portfolio, together with a constant quest for precision and complexity in the details. Really interesting! More pics after the jump!

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    AnnaV

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    28 June 2010
    “IO NON SONO TE” PHOTOSTREAM BY ALICE CAPUTO

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    Di se dice che prova un “enorme disagio” a definirsi artista. Posso dirvi che a mio parere dovrebbe farci l’abitudine. In un momento in cui un po’ tutti si improvvisano esperti fotografi, vedere nel mucchio il vero talento diventa sempre più arduo. Riconoscere quello di Alice Caputo però, è stato semplicissimo.

    Vi lascio i suoi scatti e le (bellissime) parole con cui si è presentata a noi di Wait! Buona visione.

    Ho sempre trovato difficile rapportarmi con le persone, e forse è il motivo principale per cui decido di fotografare prevalentemente me stessa, cosa fin troppo abusata oggi, credo. In questa serie “Io non sono te”, che continuerà, spero, credo, voglio rappresentare o cogliere la semplicità del quotidiano, in rapporto al dentro che abbiamo, fatto di brutto e di bello, fatto di rallentamento, di stasi, di noia, di attimi infinitamente lunghi che ci devono appartenere, senza essere dimenticati come purtroppo spesso accade, oggi, nel mondo ad alta velocità.”

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    AnnaV

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    04 May 2010
    WAIT! INTERVISTA MISS MIRMA

    Non è facile “scegliere” di fare l’artista. La creatività è un sogno da inseguire, un miraggio in alcuni momenti vicino, ed in altri lontanissimo. Ma è un imperativo. Artisti si nasce, si cresce e si rimane, con una tenacia che spesso stupisce chi, come me, gli artisti si limita ad osservarli ed a conoscerli con l’occhio distante ma appassionato dell’amatore.
    Martina, aka Miss Mirma, giovane artista, pittrice e illustratrice modenese, mi ha subito colpita per la sua versatilità e tenacia, e non mi sono lasciata scappare l’opportunità di presentarla ai nostri lettori.

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    A. Ciao Martina, presentati ai lettori di Wait!

    M. Salve a tutti sono Martina Corradi aka Miss Mirma. Ho 25 anni, vivo e lavoro nei pressi di Modena. Ho frequentato l’accademia di Belle Arti di Bologna laureandomi in Pittura.

    A. Ai collaborato, e tuttora collabori, con alcuni brand di abbigliamento (Guru, Ferrari, Gaudì). Come ti definiresti, o come vorresti essere definita? Fashion designer? Artista? Entrambe le cose?

    M. Ho collaborato con vari brand, quali Guru e Ferrari, nel periodo in cui lavoravo presso lo studio stilistico Alessandra Gandolfi, inizialmente nel settore bambino/bambina. Al momento faccio la fashion designer presso Gaudì Jeans & Style da circa due anni. Io preferisco essere definita artista, anche se il mio essere artista si manifesta sopratutto dalle ore 20,00 a mezzanotte. Si il mio lavoro è creativo ma ciò che amo di più è disegnare e creare illustrazioni che siano solo mie, anche se devo ammettere che creare stampe che verranno prodotte in serie in migliaia di pezzi è sempre un modo per far girare qualcosa di mio…  qualcosa che ho inventato e pensato. E’ un pensiero che mi affascina.

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    AnnaV

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    23 April 2010
    WAIT! INTERVISTA MARGHERITA CASTRIOTA

    Ha contattato la nostra redazione una giovane fotografa romana, Margherita Castriota. Le sue foto, visibili fu Flickr, ci hanno immediatamente colpito per la loro genuinità e “purezza”. Niente photoshop, niente imbellettamenti vari. Solo lo scatto, pulito ed essenziale come è sempre più difficile trovare.

    Abbiamo deciso di scoprirne di più.

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    A. Ciao Margherita, presentati ai lettori di Wait!

    M. Margherita. Vent’anni. Fotografa. Per il resto lascio che siano le foto a parlare per me.

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    AnnaV

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    30 March 2010
    WAIT! INTERVISTA ELENA DE PAOLI

    Ci ha contattati Elena DePaoli, una giovane studentessa (è nata nel 1989), per presentarci il suo primo libro: “Come posso farcela”. Il romanzo edito  da Neftasia, appartiene al genere di letteratura femminile chiamata Chick lit. Nella storia la protagonista vive con ironia e positivismo la sua ricerca di un posto di lavoro fisso che non è mai riuscita a ottenere, e nel contempo vive il clichè della donna che cerca di essere indipendente ma a cui viene fatto pesare il suo essere single.

    Abbiamo fatto due chiacchiere con Elena (che fra le altre cose è pure nostra concittadina!).

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    A. Prima di tutto lasciamelo dire… Sei giovanissima! Come mai ti è venuta l’idea di scrivere un libro?
    E. Grazie per il giovanissima, spero che questo particolare non renda prevenuti contro il mio romanzo. In realtà, non ero partita con il proposito di scrivere un libro. Scrivo da molti anni storie e racconti, ma perlopiù a mano, l’uso del computer mi rallenta molto. Una volta entrata all’università ho iniziato a trascrivere la storia a cui mi stavo dedicando anche sul pc, e una volta arrivata in prossimità della fine, ho deciso di tentare la sorte inviandolo a un editore. Quindi direi che ho solo deciso che era inutile spendere tanto tempo ed energie nella scrittura per poi relegare tutto in una scatola. Ho voluto verificare se quello che scrivevo poteva piacere agli altri. E’ andata bene.

    A. E’ stato difficile trovare un editore che ti desse fiducia?
    E. Sono stata molto fortunata. Quando ho deciso di tentare la strada della pubblicazione, sono partita senza avere nozioni su come funziona il mondo dell’editoria. Mi sono rivoleta al web per capire come muovermi. Ho cercato una casa editrice che pubblicasse il genere di letteratura a cui apparteneva il mio romanzo, e mi sono imbattuta nella Neftasia, che all’epoca voleva aprire una nuova collana in cui rientrava il genere del mio libro. Ho seguito ogni consiglio che dà il web: allegare una sinossi dell’opera, qualche informazione su di me, e incrociare le dita. Quattro mesi dopo sono stata chiamata dalla casa editrice.

    A. Che sensazioni hai provato tenendo in mano la prima copia fresca di stampa?
    E. Tutte rimandabili alla paura! In quel momento ho capito che non era tutto un sogno, e che davvero ci sarebbero state persone che avrebbero letto quello che scrivevo. E fatto domande. Si, direi che la prima sensazione è stato un vago senso di panico. Poi anche di soddisfazione.

    A. Descrivici Melissa, la protagonista del tuo libro, in 5 parole. E tu, Elena, come ti descriveresti?
    E. Cinque sole parole? Ok, ci provo. Melissa è… intelligente, onesta, dolce, intraprendente, ingenua. Io… beh, non è onesto chiedermi cosa penso di me. Il mio giudizio sarà sempre di parte! Dovendo definirmi con 5 aggettivi… timida, introversa, poco riflessiva… sarcastica, determinata. Credo.

    A. A chi consiglieresti di leggere “Come posso farcela?”
    E. A tutti coloro che vogliono leggere un po’ per divertirsi, un po’ per riflettere. Anche se nel libro il tono è spesso ironico, le situazioni a volte surreali, tratto anche argomenti importanti oggigirono, come le difficoltà che incontra un persona nel trovare un lavoro fisso, nel vivere in modo indipendente, nel decidere quali sono le sue priorità nella vita.

    A. E che consiglio daresti ad una ragazza come te, che sogna un giorno di poter essere scrittrice?
    E. Tentare. Se vuole diventarlo, deve almeno provarci. Sento tante persone dire che vorrebbero fare gli scrittori, hanno tante idee, ma non le mettono per iscritto e si limitano a raccontarle. Scrivere è un impegno che richiede ore e ore di lavoro a tavolino, ma se si vuole farlo occorre mettercisi d’impegno.

    AnnaV

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