• 22 March 2010
    LE RECENSIONI DI WAIT! “I SEGRETI EROTICI DEI GRANDI CHEF” DI IRVINE WELSH

    desktop31

    Danny Skinner è una simpatica canaglia, uno dalla battuta pronta, bevitore incallito che non disdegna risse e qualche tirata di coca. Danny non ha mai conosciuto suo padre e questo lo condiziona da sempre, portandolo a vivere alla giornata. Brian Kibby, timido e impacciato, è un suo collega al comune di Edimburgo. Brian è l’opposto di Danny, non ha mai bevuto e non è mai stato con una donna. Tra i due nasce un odio profondo e immotivato che Danny, novello Dorian Gray, con spirito distruttivo (e autodistruttivo), coltiva ogni giorno. Un’ossessione che va a riempire il suo vuoto e non lascia scampo. L’autore di “Trainspotting” sforna un grande romanzo, surreale, nichilista e disperato. Il punto di vista della narrazione salta continuamente dalla terza persona a quello dei singoli personaggi, creando un quadro oscillante e intenso, mentre la lingua del romanzo, resa magistralmente dal traduttore italiano, si dimostra vitale e duttile, catturando il lettore. Lo ammetto, Danny Skinner sarà per sempre tra i miei personaggi letterari preferiti. BEPPE DONATI

    Leggi tutte le recensioni di Wait! su Anobii

    AnnaV

    Commenti (0) Books & Magazines

    26 February 2010
    LE RECENSIONI DI WAIT! “BALLATE DI MALE E MIELE” DI SIMONA ORLANDO

    blog30-1

    L’interesse per un’opera biografica su una band musicale, o pseudo tale come in questo caso, è spesso limitata alla cerchia dei fan della band stessa (i fan-atici in senso stretto, quelli del tipo feticista, quelli che vogliono sapere se al tal concerto la ragazza del cantate era davvero visibilmente incinta). Fortunatamente Simona Orlando ha voluto fare tutt’altro e in una lunga chiacchierata con Manuel Agnelli e Giorgio Prette ha esplorato gli aspetti musicali della storia degli Afterhours, i come e i perché di certe scelte, i contesti in cui si sono mossi ai loro esordi gli odierni alfieri dell’alternative rock italiano. Perciò niente spazio al gossip, alle curiosità più frivole. Il risultato è un’opera di assoluto interesse per chiunque segua una certa scena musicale ormai affermata e titolata, come dimostra anche un altro recente libro dedicato ai Marlene Kuntz. Il rock in Italia ha una sua storia e qualcuno finalmente la racconta. BEPPE DONATI

    Leggi tutte le recensioni di Wait! su Anobii

    AnnaV

    Commenti (0) Books & Magazines, Music

    19 February 2010
    LE RECENSIONI DI WAIT! “NORDIC LIGHT” AA.VV.

    blog27Oltre gli stereotipi. Così viene ritratta la Scandinavia negli inusuali racconti di questa antologia che raccoglie alcuni fra i suoi più validi giovani narratori. Autori che, pur mostrando di conoscere accuratamente la lezione dei vari “ismi” letterari (realismo, minimalismo e surrealismo su tutti), non esitano a mescolare le carte – coraggiosamente e oltraggiosamente – dando vita a un risultato sorprendentemente fresco e innovativo. Fra coppie in crisi e sedute di psicanalisi, giovani teppisti urbani ed estranei gentili, ciò che traspare è sempre l’incomunicabilità, l’innata difficoltà a stabilire rapporti che travalichino la cortesia più fredda e superficiale. Sullo sfondo, la terra scandinava di origine, raffigurata come una sorta di non-luogo, alla maniera della New York della celeberrima trilogia austeriana, oltre i cliché e le tradizioni. Oltre gli stereotipi, appunto. MATTEO GARLASCHI

    “Nordic Light – Antologia di giovani narratori scandinavi”.

    Di AA.VV, Silvia Rota Sperti (curatore).

    Editore Mondadori

    Leggi tutte le recensioni di Wait! su Anobii

    AnnaV

    Commenti (0) Books & Magazines

    18 February 2010
    LE RECENSIONI DI WAIT! “LA BREVE FAVOLOSA VITA DI OSCAR WAO” DI JUNOT DIAZ

    “Dicono che sia venuto dall’Africa, racchiuso nelle grida degli schiavi; che fosse l’anatema finale degli indiani Taino, pronunciato mentre un mondo moriva e un altro nasceva; o che fosse un demone, penetrato nella Creazione attraverso la porta dell’incubo dischiusa alle Antille. Fukù americanus, o più colloquialmente fukù: usato in genere per indicare qualche tipo di maledizione o sventura, e in particolare la Maledizione e la Sventura del Nuovo Mondo…”

    blog251

    Mi sento di ringraziare Junot Diaz, e di farlo dal profondo del cuore. Lo ringrazio per aver scritto questa storia, per avermi regalato uno dei personaggi più simpatici, toccanti e commoventi di cui mi sia mai capitato di leggere. Un personaggio che non si dimentica facilmente Oscar, con i suoi 120 kg, l’amore per i libri, per la fantascienza e i giochi di ruolo, con i continui riferimenti al Signore degli Anelli. Oscar, con i “punti carisma”, l’ossessione per l’amore, e la paura di morire vergine. Lui solo vale la spesa e la lettura di questo libro. Ma se non bastasse Diaz ci regala un’intera famiglia di personaggi al suo livello, in un intreccio di esistenze surreale, drammatico ed assolutamente ipnotico. Capolavoro. ANNALISA VARESI

    “La breve favolosa vita di Oscar Wao” di Junot Diaz.

    Editore  Mondadori

    Leggi tutte le recensioni di Wait! su Anobii

    AnnaV

    Commenti (0) Books & Magazines

    15 February 2010
    LE RECENSIONI DI WAIT! “IL BUDDA DELLE PERIFERIE” DI KANIF KUREISHI

    “Mi chiamo Karim Amir e sono un vero inglese dalla testa ai piedi, o quasi.  La gente tende a considerarmi uno strano tipo di inglese, magari di una nuova razza, dal momento  che sono il prodotto di due culture. Io però me ne frego, sono inglese ( non che me ne vanti ), vengo dalla periferia meridionale di Londra e voglio arrivare da qualche parte. Forse é stata la bizzarra mescolanza di sangue e continenti, di qui e là, di senso di appartenenza e non, a rendermi irrequieto e facilmente annoiato [...]. E’ sufficiente dire che ero in cerca di guai, della prima occasione di movimento, di azione e di curiosità sessuale e questo perché l’atmosfera in casa mia era così opprimente, tetra e noiosa; lo sa il cielo perché. Ad essere sincero tutto questo mi buttava giù, ecco perché ero pronto a tutto…”

    blog23Si dice che per riconoscere un buon libro bastino le prime dieci pagine. Ad Hanif Kureishi ne Il Budda delle periferie, romanzo che segnò il suo esordio narrativo nel 1990, ne occorre soltanto una, dall’incipit folgorante: “Mi chiamo Karim Amir e sono un vero inglese dalla testa ai piedi, o quasi”. Il libro racconta le vicende del diciassettenne anglo-indiano Karim e della sua famiglia, composta da un padre, il “Budda delle periferie” del titolo, dapprima guru suo malgrado, poi sempre più calato nel ruolo, una madre frustrata e incompresa, e un fratello dandy, molto meno superficiale di quanto sembri. A sconvolgere il grigio ménage familiare giunge Eva, “sfacciata”, “amorale” e “senza il minimo pudore”. Con la sua ambizione e la sua (apparente) repulsione verso i più tipici retaggi borghesi, la donna sarà la causa del divorzio dei genitori di Karim e il suo lasciapassare per un mondo fino ad allora sconosciuto. Un mondo fatto di frequentazioni artistoidi, sesso occasionale ed esperienze vissute all’insegna di un nichilismo strafottente e di una totale assenza di sensi di colpa, che fanno di Karim il classico antieroe, ributtante e fascinoso allo stesso tempo. MATTEO GARLASCHI

    “Il Budda delle Periferie” di Kanif Kureishi

    Editore Bompiani

    Leggi tutte le recensioni di Wait! Su Anobii

    AnnaV

    Commenti (0) Books & Magazines

    • Newsletter

      Loading...Loading...


    Visit also: Wait! Fashion

    Visit also: Wait! Models

    Visit also: Wait! Music

    Visit also: Wait! Green




    Blog Master

    Authors

    Read Wait! online