05 luglio 2010
WAIT! INTERVISTA MASSIMO PASCA

Intervista di Annalisa Varesi da Wait!Magazine n° 29

La copertina dell’ultimo numero di Wait! è stata personalizzata da Massimo Pasca. Massimo è un giovane pittore, illustratore, musicista, live painter (ma non solo…) pugliese trapiantato a Pisa. La sua arte è immediatamente riconoscibile, coloratissima, ironica e iconica, fra continui richiami all’arte classica ed uno stile inconfondibilmente contemporaneo e pop.

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A. Parlaci di te. Chi è Massimo Pasca?

M. Sono Nato in Salento trentacinque anni fa. Ora  vivo da tantissimi anni a Pisa.Città nella quale  dipingo, illustro e  e canto con  i Working Vibes gruppo di cui sono il fondatore. Sono un guerriero  basso di statura che al posto della lancia ha il pennello e la penna.

A. Come sei arrivato al mondo dell’arte? Era il tuo sogno di bambino?

M. Sono figlio d’arte, anche se non ho mai frequentato scuole o accademie. Già da bambino era una delle mie principali passioni, disegnavo e ricopiavo di tutto, dalle carte da gioco ai francobolli, hello kitty e Alan ford, e poi avevo la fissa di ricopiare la Gioconda. A scuola quando facevo un disegno ottenevo il massimo dell’attenzione. E mi piaceva.

A. Qual è, nell’arte, la tua più grande ispirazione?

M. Bella domanda, credo riuscire a vivere oltre la morte che poi è un po il sogno di tutti gli artisti e quello che ci spinge a fare qualcosa che altrimenti sarebbe un lavoro come altri. Però molto piu concretamente è anche la voglia di farsi conoscere,  ogni quadro credo sia un po l’espressione migliore dell’io.Credo che ogni quadro  siamo noi filtrati dal contesto che ci circonda.

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A. E l’ispirazione come diventa realtà?

M. Dipingere, creare, studiare, smontare, analizzare, liberarsi creativamente senza vincoli senza attendere i tempi della società. Questa è la mia reltà. Ogni giorno. Potermi emozionare.

The english text after the jump!

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AnnaV

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02 luglio 2010
WAIT! GOES BI-LINGUAL

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Chiamiamolo pure beta-test. In realtà l’abbiamo chiamato Mac English, che non significa inglese per Mac, ma Maccheronico.

E’ diverso tempo che ci pensiamo su, ma il futuro di un progetto ambizioso, e che vuole farsi leggere da un audience sempre più ampio (l’italia è uno sputacchio in mezzo al mondo) non può prescindere dall’inglese. Un blog in inglese è letto in tutto il mondo. Uno in italiano solo in Italia.
Pensiamo che sia necessario per noi, e anche, a maggior ragione, importante per i giovani brand giovani e quei ‘young talents’ che supportiamo.

E così eccoci in fase beta.

Le problematiche sono legate non solo all’incremento dell’impegno e dei tempi di ‘lavoro’ ma anche alla terminologia spesso molto tecnica presente nel mondo della moda, e, infine e soprattutto, dai differenti livelli di inglese dei blogger che qui scrivono e di quelli che prossimamente arriveranno. E se già scriviamo un mare di cazzate in italiano, figuriamoci in inglese. I livelli che qui passa il convento vanno da quello zero, a quello buono, passando per quello del sottoscritto, che è il tipico inglese da baccagliatore semiprofessionista (ora in pensione) che ha passato anni a bordo di spiagge, locali e piscine a raccontare un sacco di minchiate alle fanciulle di passaggio (e ogni tanto a qualche compagno di viaggio con cui si è condivisa una birra).

Insomma, abbiate pazienza…forse con un po’ allenamento quel MAC diventerà un bel PRO…

Se you soon, and good night.

AnnaV

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20 maggio 2010
“MONOTY GOES TO SHOP”… E C’ERAVAMO ANCHE NOI!

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Anche se questo pazzo tempo si è scordato la Primavera, c’è chi non ci ha fatto caso, ed ha portato in giro per l’italia un po’ di allegria, colore ed entusiasmo. Parlo dei ragazzi di monoty clothes, che anche quest’anno hanno inugurato il “Monoty goes to Shop” con già due date all’attivo e tanti eventi in cantiere.

“Monoty goes to Shop”… Di cosa si tratta?

E’ un vero e proprio tour di musica e fashion che porta il mondo monoty in giro per l’Italia, con tappe in alcuni degli shops più cool d’Italia. In tre edizioni il tour è arrivato alla sua ottava data. Le puntate precedenti? Rimini @ Back Style , Cremona @ Cleofe,  Parma @ N.Y.C , Bologna @ Peacock store, Milano @ Surplus, e, da ultime Viadana @ Big One shop e Carpi @ Takk store solo pochi giorni fa.

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AnnaV

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26 febbraio 2010
LE RECENSIONI DI WAIT! “BALLATE DI MALE E MIELE” DI SIMONA ORLANDO

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L’interesse per un’opera biografica su una band musicale, o pseudo tale come in questo caso, è spesso limitata alla cerchia dei fan della band stessa (i fan-atici in senso stretto, quelli del tipo feticista, quelli che vogliono sapere se al tal concerto la ragazza del cantate era davvero visibilmente incinta). Fortunatamente Simona Orlando ha voluto fare tutt’altro e in una lunga chiacchierata con Manuel Agnelli e Giorgio Prette ha esplorato gli aspetti musicali della storia degli Afterhours, i come e i perché di certe scelte, i contesti in cui si sono mossi ai loro esordi gli odierni alfieri dell’alternative rock italiano. Perciò niente spazio al gossip, alle curiosità più frivole. Il risultato è un’opera di assoluto interesse per chiunque segua una certa scena musicale ormai affermata e titolata, come dimostra anche un altro recente libro dedicato ai Marlene Kuntz. Il rock in Italia ha una sua storia e qualcuno finalmente la racconta. BEPPE DONATI

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AnnaV

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24 febbraio 2010
365 GIORNI CON LAUREN WITHROW

Intervista di Pierpaolo Bironi da Wait!Magazine n°27

Lauren Withrow è una ragazza americana che vive in Texas in una cittadi- na chiamata Mckinney e da sempre ha una passione: fotografare. E’ la fotografia a scandire la sua vita, le sue emozioni, fino alla decisione di realizzare un progetto davvero singolare: immortalare sulla pellicola un anno di se stessa, con uno scatto al giorno per 365 giorni. E lo ha fatto sul serio. Le sue foto crescono di qualità con il passare dei giorni, e lei comincia a perfezionare il suo stile passando attraverso corsi di fotografia e certezze professionali. Questo talento e le sue doti sono state notate da molti in rete e WAIT! che da sempre, per filosofia, vuole essere talent scout e amicodei giova- ni artisti, ha deciso di rintracciare questa pro- metente fotografa free lance e farle qualche domanda, sicuro che presto si sentirà parlare di lei.

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P. Lauren parlaci brevemente di te e del tuo sogno.

L. Ho la passione della fotografia da sempre e sogno di poter, con i miei scatti, mostrare il mio mondo di emozioni. Vorrei diventare una fotografa affermata e creare un mio stile, che possa essere a sua volta di influenza per altri giovani artisti. La fotografia è unʼestensione di tutto il mio essere, di quello che sono. E’ proprio da questo che è partito il progetto 365: rappresentare senza alchimie, senza sotterfugi, senza filtri, la vita di una persona. In questo caso la mia, non per essere al centro dellʼattenzione o perché sono narcisista ed egocentrica, ma semplicemente perché è più semplice rappresentare me stessa che qualsiasi altro.

P. Quando scatti cosa pensi, cosa vedi nella tua testa?

L. Non te lo posso dire con precisione perché passano una miriade di pensieri che si accumulano e si traducono poi nello scatto finale.

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P. Che tecniche utilizzi per comporre una foto, se ce ne sono?

L. Nessuna tecnica. Cerco di catturare un momento, di imprigionare un istante. Mi concentro solo su quello. Eʼ tutto automatico, le variabili sono il luogo in cui mi trovo, la situazione ed il tipo di immagine che mi trovo davanti.

P. Ti ispiri a qualche modello?

L. In realtà a nessuno, cerco di fare qualcosa di nuovo e bello. Diverso da tutto.

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P. Chi è per te Lauren Withrow?

L. Una ragazza con tanti sogni e con una passione infinita per la fotografia.

P. Professionalmente sei nata da poco, sei una free lance, parlami dei tuoi progetti.

L. Ho studiato fotografia per due anni: un corso di foto in studio e uno di digitale. Sto cercando di organizzare un nuovo portfolio e una mostra che però ora è lon- tana. Recentemente ho inaugurato il mio sito ufficiale: www.laurenwithrow.com.

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P. Cosa consigli a chi, come te, vuole sfondare e magari ha perso le speranze?

L. Consiglio di non perderle. Di crederci, e continuare per la propria strada. Fare foto su foto seguire un progetto e portarlo a termine, trovare un modo di farsi cono- scere e farsi vedere senza paura, il resto, se si è bravi e si ha talento viene da sè.

P. Cosa ti aspetti dal futuro?

L. Spero di migliorare, di diventare veramente una fotografa professionista. Vorrei trovare il mio stile e trasmetterlo ad altri, suscitare pensieri ed emozioni con i miei scatti e crescere nella qualità delle mie foto. La cosa certa è che non voglio essere un granello di sabbia disperso nel mondo. Voglio distinguermi, ispirare, diventare grande.

Noi di Wait! non possiamo che farle il nostro più grande in bocca al lupo.

AnnaV

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05 febbraio 2010
WELCOME TO ALICE ON WAIT! BLOGS

E’ con piacere che vi annunciamo l’arrivo fra i nostri collaboratori di Alice Manfroni. Alice è una giovane stylist freelance che (beata lei) vive e lavora a Londra. A noi è piaciuta subito perchè è una con la testa sulle spalle che si da da fare. Nonostante la sua giovane età (classe ‘83), ha già in curriculum numerose collaborazioni con magazine come Betty Magazine, Schon Magazine, Supersuper Magazine e partecipazioni a styling competition per Style.it e Project PEP Jimmy Choo.

Attualmente lavora come freelance per eventi fashion, styling per lookbook, e campagne pubblicitarie. Oltre ad essere la corrispondente londinese di Wait!

Ma a parte questa doverosa bio ve la vogliamo presentare così, con le foto di  “Alienated Fashion”, uno dei servizi fotografici da lei curato. Che altro dire… Benvenuta Alice!

Styling : Alice Manfroni
Fotografia: Alfredo Chiarappa
Modella: May Be

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AnnaV

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23 giugno 2009
WAIT MAGAZINE N° 25 IS OUT!

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AnnaV

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